Cronaca dal Nord Ovest - 06 maggio 2026, 13:00

“Attenzione molestatori in città”, Genova imbrattata da scritte contro gli Alpini FOTO

Dopo un'Adunata di Biella da incorniciare, una parte di Genova non vuole gli Alpini.

“Attenzione molestatori in città”, Genova imbrattata da scritte contro gli Alpini

“Attenzione molestatori in città”, Genova imbrattata da scritte contro gli Alpini

A Biella, appena un anno fa, l’Adunata degli Alpini era arrivata dopo anni di tentativi, attese e scetticismi. C’era chi dubitava che una città di queste dimensioni potesse reggere l’urto di una manifestazione nazionale. Invece il capoluogo laniero ha retto, ha riempito strade e piazze, e alla fine ha consegnato al territorio una certezza non scontata: quando Biella decide di crederci, può organizzare anche ciò che per anni era sembrato fuori portata.

Ora la stecca è passata a Genova, ma ad attendere le penne nere non c’è lo stesso clima. A pochi giorni dalla 97ª Adunata Nazionale degli Alpini, il capoluogo ligure si prepara ad accogliere circa 400mila persone tra scuole chiuse, mercati sospesi, parchi interdetti, polemiche politiche e contestazioni. Fino alle scritte comparse in via San Luca: “Attenzione alpini, molestatori in città” e “Remigriamo gli alpini”. Ma l’inciviltà di alcuni non può diventare il marchio di un’intera categoria, soprattutto quando quella stessa comunità, a Biella, ha lasciato un ricordo molto diverso: partecipazione, accoglienza e una città capace di misurarsi con qualcosa più grande di sé.

Nella notte, ignoti hanno imbrattato via San Luca con scritte contro gli Alpini. Un gesto che si inserisce in un confronto acceso da settimane, legato sia alla gestione pratica dell’evento sia al dibattito politico e ideologico che accompagna l’arrivo delle penne nere.

Genova si prepara infatti ad accogliere circa 400mila Alpini per quella che sarà la sesta Adunata ospitata all’ombra della Lanterna, dopo l’ultima edizione del 2001. Un impatto rilevante per la città, che nel fine settimana vedrà aumentare in modo significativo la propria popolazione. Per gestire i flussi, il Comune, insieme al COC, il Centro Operativo Comunale, ha disposto misure straordinarie: scuole chiuse venerdì e sabato, parchi e giardini interdetti per tutta la durata dell’evento, mercati di via Tortosa e Terralba sospesi nella giornata di sabato.

Provvedimenti che hanno provocato reazioni e proteste. La chiusura delle scuole ha suscitato prese di posizione da parte di sindacati e genitori, mentre la sospensione dei mercati rionali ha portato i rappresentanti di categoria a Palazzo Tursi durante il consiglio comunale di martedì 28 aprile. Dopo l’incontro con la sindaca Silvia Salis e con l’assessora al Commercio Tiziana Beghin, una parte degli ambulanti ha manifestato l’intenzione di valutare un possibile ricorso al Tar, nonostante le proposte di indennizzo e di calendarizzazione di mercati straordinari avanzate dall’amministrazione.

Accanto al piano organizzativo resta aperto il fronte politico e culturale. L’associazione transfemminista “Non Una Di Meno Genova” ha definito l’Adunata una “celebrazione della maschilità tossica” e un’esaltazione del “cameratismo militaresco”. Parole che hanno acceso lo scontro anche in aula consiliare, dove i consiglieri della Lega Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua hanno presentato un ordine del giorno straordinario per impegnare sindaca e giunta a prendere le distanze da quelle affermazioni. Il documento, sottoscritto dal centrodestra, non ha ottenuto il parere favorevole della giunta ed è stato bocciato dalla maggioranza.

La decisione ha provocato la reazione dei partiti di minoranza. A rispondere sono state l’assessora alla Sicurezza Arianna Visogliosi, secondo cui il documento presentato dalla destra non avrebbe aggiunto strumenti concreti sul piano della sicurezza né rafforzato le azioni già in essere, e la consigliera delegata all’Adunata Vittoria Canessa Cerchi, che ha ricordato come gli Alpini abbiano avviato un confronto con le principali associazioni femministe, sottolineando anche la necessità di contrastare la disinformazione.

La diffidenza di alcuni gruppi transfemministi nasce anche da quanto emerso durante l’Adunata di Rimini del 2022, quando Non Una Di Meno aveva raccolto segnalazioni di offese e molestie a sfondo sessuale. Da quell’episodio è partita parte della contestazione verso l’evento e, parallelamente, il percorso di sensibilizzazione interna avviato dall’ANA.

Il nodo resta delicato. Gli episodi gravi non possono essere minimizzati, né derubricati a folklore. Allo stesso tempo, però, non si può trasformare la responsabilità di singoli comportamenti in una condanna collettiva verso un’intera realtà. Generalizzare l’inciviltà di pochi su una comunità che raccoglie centinaia di migliaia di persone rischia di cancellare storia, volontariato, memoria e servizio.

In questo senso, il confronto con Biella diventa significativo. Nel capoluogo laniero l’Adunata ha rappresentato un banco di prova complesso, ma anche un’occasione di coesione. A Genova, invece, l’attesa dell’evento è segnata da un clima più aspro, tra misure straordinarie, tensioni politiche, proteste e scritte offensive.

Sulle frasi comparse in città è intervenuta anche Fratelli d’Italia. “La vergognosa scritta apparsa in città contro gli alpini è un’ulteriore dimostrazione della scelta irresponsabile dell’Amministrazione Salis”, afferma in una nota Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, insieme ai consiglieri Nicholas Gandolfo, Francesco Maresca e Valeriano Vacalebre. Secondo FdI, il Comune avrebbe sottovalutato “l’escalation di offese e violenza” nei confronti dell’Adunata. Il gruppo auspica inoltre la rimozione immediata delle scritte e l’identificazione degli autori, “ai quali presentare il conto per il ripristino del decoro in città”.

Sulla stessa linea il senatore Gianni Berrino, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Giustizia, che parla di “scritte offensive” e di un clima deteriorato da critiche e insulti contro Alpini e Adunata. “Solidarietà agli Alpini di oggi e di ieri. Mi auguro che il sindaco di Genova sappia condannare fermamente questi atti vili, certo che Genova saprà accogliere nel miglior modo l’Adunata Nazionale degli Alpini”, dichiara Berrino.

Mentre il centro si prepara ai tre giorni di eventi, Genova appare divisa. Da una parte le esigenze di sicurezza, gestione dei flussi e ascolto delle preoccupazioni; dall’altra il rischio che il dissenso degeneri in una generalizzazione ingiusta. Biella, che ha vissuto l’esperienza dell’Adunata come occasione di fiducia e partecipazione, consegna idealmente a Genova un precedente concreto: accoglienza, rispetto e responsabilità non sono elementi in contrasto. Sono, semmai, la misura con cui una città dimostra di saper reggere un grande appuntamento.

Da laVocediGenova, G. Ch.

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