Nel Biellese si aggrava la carenza di medici di medicina generale. È quanto emerge dalla determinazione n. 445 del 30 aprile 2026 dell’ASL BI, che fotografa una situazione critica su tutto il territorio provinciale, con decine di incarichi vacanti nel ruolo unico di assistenza primaria. Nel Biellese mancano all'appello 40 camici bianchi, per un totale di 146.061 abitanti, 97.200 assistiti teorici, come si legge nel documento. A Dicembre 2024 ne mancavano 34.
La ricognizione, richiesta dalla Regione Piemonte e approvata dal Direttore del Distretto, evidenzia come le procedure avviate nelle scorse settimane, tra cui bandi interni, mobilità aziendale e richieste di ampliamento orario ai medici già in servizio, non abbiano prodotto risultati: nessuna nuova adesione è infatti pervenuta.
Il dato più preoccupante riguarda alcuni ambiti territoriali dove la carenza raggiunge livelli molto elevati. Nell’area montana che comprende Andorno Micca e la Valle Cervo risultano ben 10 medici mancanti, a fronte di una popolazione netta di oltre 13 mila assistiti e con tre professionisti prossimi al pensionamento. Nel dettaglio, i comuni interessati in questa zona sono 13: Andorno, Campiglia Cervo, Miagliano, Pettinengo, Piedicavallo, Pralungo, Ronco, Rosazza, Sagliano, Tavigliano, Ternengo, Tollegno e Zumaglia.
Anche nelle aree di pianura e nei centri più popolosi la situazione non è rassicurante: nel capoluogo Biella, mancano 4 medici di base, a fronte di una popolazione di 41.278 abitanti. Nell’area di Candelo, Gaglianico, Benna, Borriana, Cerrione, Cavaglià, Dorzano, Massazza, Ponderano, Roppolo, Salussola, Sandigliano, Verrone, Villanova, Viverone e Zimone si registrano 11 carenze, a fronte di una popolazione residente di 25.185. Nei Comuni di Camburzano, Donato, Graglia, Magnano, Mongrando, Muzzano, Netro, Occhieppo Inferiore e Occhieppo Superiore, Pollone, Sala, Sordevolo, Torrazzo e Zubiena i posti vacanti sono 8 per 17.636 abitanti.
Più contenuta, ma comunque significativa, la criticità nelle zone montane della Valsessera e del Cossatese, dove si registra almeno una carenza ufficiale, con priorità di apertura nel comune di Brusnengo. Nei Comuni di Valdilana, Callabiana, Camandona, Casapinta, Mezzana Mortigliengo, Strona, Vallanzengo, Valle San Nicolao e Veglio manca un medico di base, mentre tra Cossato, Bioglio, Brusnengo, Castelletto Cervo, Curino, Gifflenga, Lessona, Masserano, Mottalciata, Piatto, Quaregna Cerreto, Valdengo, Vigliano e Villa del Bosco ne mancano 6 a disposizione di 37.757 abitanti.
A incidere è soprattutto il turnover generazionale: diversi medici hanno già formalizzato il pensionamento entro il 2027, senza che vi sia un ricambio adeguato. Il sistema si basa su un rapporto teorico di un medico ogni 1.200 assistiti, ma in molti ambiti questo equilibrio è ormai compromesso. Il documento sottolinea inoltre che la situazione è stata condivisa e validata dal Comitato aziendale dei medici di medicina generale, senza osservazioni contrarie.
Dal punto di vista economico, il provvedimento non comporta nuovi costi per l’azienda sanitaria, ma apre un tema ben più rilevante: quello dell’accesso alle cure sul territorio. In diverse aree, soprattutto periferiche e montane, i cittadini rischiano di incontrare sempre maggiori difficoltà nella scelta del medico di base, con conseguenze dirette sulla continuità assistenziale.
La palla passa ora alla Regione Piemonte, che dovrà pubblicare gli incarichi vacanti sul Bollettino ufficiale e tentare di attrarre nuovi professionisti. Ma senza interventi strutturali, il rischio è che la “desertificazione sanitaria” continui ad avanzare.





