COSTUME E SOCIETÀ - 03 maggio 2026, 08:20

Dal Veneto a Biella. Da ogni Comune una voce, al “Nuraghe Chervu” un solo racconto

La sindaca Viviana Fusaro consegna a Luigi Centa la pietra di memoria destinata a Biella.

La sindaca Viviana Fusaro consegna a Luigi Centa la pietra di memoria destinata a Biella.

Arrivano da lontano, eppure parlano una lingua comune. Sono le “pietre di memoria” che, una dopo l’altra, continuano a giungere da ogni parte d’Italia, andando a comporre il lastricato dell’area monumentale del “Nuraghe Chervu”. Un’opera che non nasce dall’alto, ma prende forma passo dopo passo, grazie alla partecipazione condivisa di comunità, istituzioni e associazioni, in un intreccio di storie, luoghi e identità.

Nel giorno del Primo Maggio, senza enfasi ma con sobria intensità, il Tricolore è stato innalzato: un gesto semplice, quasi quotidiano, e proprio per questo profondamente autentico. Un segno che richiama i valori della Repubblica, fondata sul lavoro, e che trova nel ricordo delle generazioni passate una radice viva.

Da Feltre è giunta una nuova pietra. A portarla a Biella, Luigi Centa, presidente provinciale di Belluno dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, cui è stata affidata dalla sindaca Viviana Fusaro. Un passaggio di mani e di responsabilità, che diventa simbolo di un legame tra territori. La pietra, scolpita in “biancone del Grappa”, reca inciso il nome della città e il numero dei suoi Caduti nella Grande Guerra: numeri che sono volti, storie, silenzi.

L’opera, impreziosita da lettere dorate e donata dalla ditta Fent Marmi, porta con sé il segno della terra da cui proviene. E nel suo essere frammento, si fa parte di un disegno più grande: quello del “Nuraghe Chervu”, dove ogni pietra è unica e insieme necessaria, come le tante identità che compongono il Paese.

Alla presenza di Battista Saiu, presidente del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”, promotore dell’iniziativa riconosciuta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la pietra è stata consegnata a Giuliano Lusiani, storico presidente della sezione biellese dell’Associazione Nazionale Bersaglieri. Custode della memoria, nella Basilica di San Sebastiano – tempio civico della città – egli rappresenta il filo che unisce passato e presente.

Così, pietra dopo pietra, si costruisce non solo un monumento, ma un racconto corale. Un’Italia fatta di differenze che non dividono, ma arricchiscono. Un’Italia che si riconosce nella memoria condivisa e che, proprio da essa, continua a trarre il senso del proprio cammino.

Giovanni Usai

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