In occasione del 25 aprile, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova il proprio impegno nel promuovere, all’interno delle istituzioni scolastiche, una riflessione critica e condivisa sul significato della Festa della Liberazione.
Per il CNDDU, il 25 aprile rappresenta una data fondativa della storia italiana: segna la liberazione dal nazifascismo e l’avvio del percorso verso la democrazia, i diritti e la nascita della Repubblica. Una ricorrenza che richiama il momento in cui il Paese ritrovò la propria dignità civile, dopo anni di dittatura, guerra e privazione delle libertà fondamentali.
Oggi, sottolinea il Coordinamento, questa data interpella la scuola non solo come memoria storica, ma anche come occasione educativa viva, capace di parlare alle nuove generazioni.
Il CNDDU invita il mondo scolastico a vivere il 25 aprile come momento di riappacificazione nazionale, superando contrapposizioni sterili e letture ideologiche. La Liberazione fu una stagione complessa, attraversata da differenze e conflitti, ma anche da una straordinaria convergenza di persone diverse – studenti, lavoratori, intellettuali – unite dal desiderio di libertà e giustizia.
Secondo il Coordinamento, è proprio questo spirito che oggi deve essere recuperato: una memoria non divisiva, ma condivisa, capace di riconoscere il valore universale della libertà, della dignità umana e del rifiuto di ogni forma di oppressione.
La scuola, prosegue il CNDDU, è il luogo privilegiato in cui il ricordo può trasformarsi in coscienza civile. Educare al 25 aprile significa guidare gli studenti a comprendere che i diritti non sono acquisiti per sempre, ma devono essere difesi e rinnovati quotidianamente.
Da qui l’importanza di percorsi didattici in grado di stimolare pensiero critico, dialogo e responsabilità individuale e collettiva. La libertà, evidenzia il Coordinamento, è un valore universale: dove viene negata, vengono meno anche la speranza e la possibilità di riscatto umano.
Ricordare la Liberazione non significa soltanto guardare al passato, ma interrogarsi sul presente. In un contesto internazionale ancora segnato da conflitti, disuguaglianze e violazioni dei diritti fondamentali, la scuola ha il compito di formare cittadini consapevoli, capaci di riconoscere e difendere i valori della pace, della solidarietà e della giustizia sociale.
Il CNDDU invita quindi tutte le istituzioni scolastiche a promuovere iniziative che valorizzino il 25 aprile come occasione di incontro, confronto e crescita comune: laboratori, dibattiti e percorsi interdisciplinari capaci di restituire agli studenti il senso autentico della Liberazione.
Nel segno della Costituzione, nata dall’esperienza della Resistenza, il 25 aprile deve essere vissuto come un patrimonio collettivo, in grado di unire le generazioni nel riconoscimento dei diritti inviolabili e nel rifiuto di ogni forma di violenza e discriminazione.
“Solo attraverso l’educazione e la memoria condivisa sarà possibile costruire una società più giusta, inclusiva e consapevole”, conclude il presidente del CNDDU, professor Romano Pesavento.





