Nel suo intervento, il sindaco ha voluto ringraziare tutti i presenti sottolineando il valore corale della commemorazione, richiamando il senso più profondo della ricorrenza.
«Oggi non siamo qui per svolgere un rituale stanco o per celebrare una data confinata nei libri di storia. Il 25 aprile è il compleanno della nostra libertà», ha affermato il primo cittadino, rivolgendosi in particolare ai più giovani.
Nel discorso, il sindaco ha evidenziato come la libertà non sia un’acquisizione definitiva, ma un impegno quotidiano da preservare: «La libertà è come un’app che va aggiornata ogni giorno». Da qui il richiamo alla necessità di una “resistenza quotidiana”, fatta di scelte consapevoli contro indifferenza, disinformazione e odio, e di difesa del dialogo e del pensiero critico.
Ampio spazio è stato dedicato anche al valore storico della Resistenza, definita come un movimento corale che ha coinvolto uomini e donne di ogni estrazione sociale, uniti nella lotta contro il nazifascismo e l’occupazione. «Il fascismo è stato una malattia italiana, e l’antifascismo la cura che ha restituito dignità al Paese», è stato ribadito nel corso dell’intervento.
Rivolgendosi agli studenti presenti, il sindaco ha infine ricordato che la memoria non è solo esercizio del passato, ma responsabilità del presente: «Senza memoria non c’è futuro. Il 25 aprile ci insegna che il cambiamento è possibile, ma dipende da noi».
La cerimonia si è conclusa con un appello ai valori fondanti della Repubblica e della convivenza democratica: libertà, pace e responsabilità condivisa.