Nella mattinata di lunedì 20 aprile, l’Itis ha ospitato un relatore d’eccezione: Enrico Allorto, il maestro liutaio biellese autore del progetto Metamorfosi, l’iniziativa grazie alla quale il legno delle imbarcazioni dei migranti sequestrate o naufragate a Lampedusa viene riutilizzato per la costruzione di strumenti musicali. Si tratta di un progetto sociale di grande rilevanza, perché a realizzare violini, viole e violoncelli sono i detenuti che – sotto la guida di Allorto – lavorano nel laboratorio di falegnameria del carcere di Opera.
Durante l’incontro in aula magna – cui hanno partecipato le classi del Liceo Musicale e le seconde dell’Istituto – il liutaio biellese ha proiettato alcuni filmati e illustrato la storia di questo straordinario progetto, che ha portato tali strumenti a divenire vere e proprie icone del riscatto e dell’innovazione sociale: perché attraverso di esso le risorse scartate – il legno delle barche, il tempo dei detenuti, il dolore dei migranti – vengono trasformati in qualcosa di valore per tutta la comunità.
“Ogni strumento prodotto – ha spiegato Allorto – è costruito interamente a mano con tecniche liutaie risalenti al XVII secolo. Il legno delle barche viene selezionato, essiccato, tagliato e lavorato dai detenuti sotto la mia supervisione. Per avere un’idea dell’impegno richiesto, occorre ricordare che la realizzazione di un violoncello richiede circa 400 ore di lavoro; l’ultima fase è quella della verniciatura, che normalmente prevede la presenza dell’azzurro, il colore del Mediterraneo.”
Viole, violini e violoncelli hanno debuttato al Teatro alla Scala di Milano il 12 febbraio 2024; a suonarli, grandi musicisti riuniti sotto il nome di “Orchestra del mare”. Pochi mesi dopo, il 9 luglio, sempre con gli “strumenti del mare” si è tenuto un concerto a Lampedusa diretto dal maestro Riccardo Muti: Lampedusa, un ritorno laddove tutto è cominciato.






