A Mongrando è di nuovo polemica per l’orario d’inizio del consiglio comunale, andato in scena lo scorso venerdì, 10 aprile, alle 13.30.
A riportare la questione sotto i riflettori il consigliere di minoranza Antonio Filoni che, in una nota stampa inviata ai giornali, dichiara quanto segue: “Per l’ennesima volta si è scelto di convocare il consiglio comunale alle 13.30, orario che mi impedisce di partecipare. Sarà forse questo il motivo? Non si tratta di un caso isolato. È una prassi consolidata, una vergogna democratica. Sindaco e giunta conoscono benissimo la mia situazione lavorativa. Eppure si continua a scegliere l’orario delle 13 o 13.30, ben sapendo che questo equivale a impedirmi di esercitare il mio mandato elettivo. È un comportamento inaccettabile, che denota un profondo disprezzo per il ruolo dell’opposizione e per il principio stesso della democrazia rappresentativa. Il consiglio comunale è l’organo sovrano dove tutti i consiglieri eletti che hanno il diritto e il dovere di partecipare e controllare l’operato dell’amministrazione. Convocarlo in un orario che esclude un consigliere è una manovra politica meschina per silenziare le voci critiche e approvare atti senza il dovuto confronto”.
Da qui la richiesta di Filoni di “cambiare la prassi delle convocazioni, rispettare il mandato di tutti i consiglieri eletti e smetterla di usare il calendario delle sedute come strumento per depotenziare l’opposizione”.
Su queste proteste è giunta la replica del sindaco Michele Teagno: “Credo che queste siano polemiche pretestuose, ci si dovrebbe organizzare per tempo per rappresentare i propri elettori in consiglio negli orari indicati”.





