Gentili lettori buona domenica, come ogni fine settimana eccoci presenti con un nuovo appuntamento, il tredicesimo, con la rubrica “Riascoltati per voi”. In questo nuovo viaggio, avremo la possibilità di rivivere insieme un album che, sicuramente, non ha cercato di piacere a tutti, è uno di quelli diretti, ruvidi, senza filtri. Vi sto parlando di “Stoosh” degli Skunk Anansie, disco che nel 1996 arrivò come uno schiaffo, soprattutto per chi era abituato ad un rock più accomodante. Nei 47 minuti, non c’è voglia di rassicurare: c’è voglia di dire le cose come stanno, con rabbia, energia e grande personalità.
“Stoosh”, è senza alcun dubbio un album che alza il volume. Sì, perché rispetto all’album d’esordio “Paranoid & Sunburnt”, “Stoosh” è ancora più compatto e potente. Le canzoni sono brevi, tese, spesso aggressive, ma sempre controllate. Il sound mescola alternative rock, punk, metal e funk, con un’attitudine molto anni ’90, ma con una personalità che li distingue subito da tanti altri gruppi dell’epoca.
Il cuore, il centro nevralgico di tutto il disco è senza dubbio lei, Skin. Con la sua voce, che di certo non passa inosservata, in quanto unica: può essere rabbiosa, graffiante, ma anche emotiva, poetica e fragile quando serve. Non è solo una questione di tecnica, è presenza, è credibilità. Ogni parola sembra vissuta, ogni urlo ha un senso. Ed è anche per questo che “Stoosh” colpisce ancora oggi.
Gli Skunk Anansie suonano come una vera band, non come un progetto costruito a tavolino, sono compatti e senza fronzoli. Le chitarre sono secche, rabbiose e incisive, il basso è sempre in evidenza, la batteria spinge senza mai strafare. Tutto è maledettamente essenziale, nulla è di troppo. È un disco che va dritto al punto e non perde tempo.
Questo è un disco perfetto quando hai bisogno di sfogarti, da ascoltare ad un volume esagerato quasi da far scoppiare l’impianto stereo. “Stoosh”, è sicuramente un disco potente, sincero, ancora attuale, è uno di quegli album più rappresentativi del rock alternativo degli anni ’90 e conferma gli Skunk Anansie come una band con qualcosa da dire e con il coraggio di dirlo. Non è un album rilassante, ma è liberatorio. E ogni tanto, ne abbiamo tutti assolutamente bisogno!
I miei brani preferiti sono: "Yes It's Fucking Political", "She's My Heroine", "Infidelity (Only You)", "Hedonism (Just Because You Feel Good)", "Twisted (Everyday Hurts)”, “We Love Your Apathy”, "Brazen (Weep)" e "Glorious Pop Song".
Voto: 9,5
Tracce:
1) Yes It's Fucking Political – 3:51
2) All I Want – 3:52
3) She's My Heroine – 5:03
4) Infidelity (Only You) – 6:00
5)Hedonism (Just Because You Feel Good) – 3:29
6) Twisted (Everyday Hurts) – 4:13
7) We Love Your Apathy – 5:11
8) Brazen (Weep) – 4:38
9) Pickin' on Me – 3:18
10) Milk Is My Sugar – 3:48
11) Glorious Pop Song – 4:18
Durata: 47 minuti.
Formazione:
- Skin – voce, theremin
- Ace – chitarra
- Cass Lewis – basso
- Mark Richardson – batteria, percussioni
Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Stoosh” degli Skunk Anansie, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.
Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!





