Benessere e Salute - 29 marzo 2026, 12:06

Dalle Molinette alla Mezza Maratona: torna a correre a un anno dal trapianto di cuore

Dalle Molinette alla Mezza Maratona: torna a correre a un anno dal trapianto di cuore

Dalle Molinette alla Mezza Maratona: torna a correre a un anno dal trapianto di cuore

A un anno dal trapianto di cuore che gli ha salvato la vita, un runner amatoriale di 49 anni si prepara a tornare là dove tutto era iniziato: sulla linea di partenza di una corsa. Il prossimo 19 aprile sarà infatti al via della Mezza Maratona di Torino, in una data che assume anche un forte valore simbolico, coincidendo con la Giornata Nazionale per la Donazione e il Trapianto di organi e tessuti 2026.

La sua vicenda comincia proprio un anno fa, durante una corsa come tante altre. Dieci chilometri, il passo abituale, il respiro regolare. Poi, all’improvviso, un dolore al petto. Un segnale breve, ma destinato a cambiare tutto. Nel giro di pochi giorni le condizioni di Damiano, 49 anni, peggiorano rapidamente. La diagnosi è severa: miocardite fulminante a cellule giganti, una patologia mortale che compromette in modo irreversibile la capacità del cuore di sostenere il corpo.

Trasferito d’urgenza all’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, affronta le fasi più delicate del suo percorso clinico. In un primo momento viene seguito nell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica, coordinata dal dottor Simone Frea della Cardiologia Universitaria del professor Gaetano Maria De Ferrari. Successivamente viene trasferito nella Terapia Intensiva della Cardiochirurgia, coordinata dalla dottoressa Anna Trompeo di Anestesia e Rianimazione 1 del professor Luca Brazzi, dove il quadro peggiora ulteriormente fino a rendere necessario il supporto con ECMO, il dispositivo che mantiene in vita il paziente mentre l’équipe sanitaria combatte contro il tempo. La situazione è estremamente critica e Damiano viene inserito in lista trapianto con urgenza nazionale.

Anche nei momenti più difficili, però, non si arrende. Ancora allettato e collegato all’ECMO, comprende istintivamente che restare immobile non è un’opzione. Comincia così a muoversi, a esercitare i muscoli, a sedersi, a tentare di stare in piedi. Cade, si rialza, prova ancora. Ogni piccolo gesto diventa una sfida alla malattia e un passo verso la ripresa.

“Dopo otto giorni di supporto con ECMO è arrivata la svolta: nella notte si è reso disponibile un cuore compatibile – ricorda il professor Massimo Boffini, che ha eseguito l’intervento insieme alla dottoressa Erika Simonato – Le condizioni erano estremamente critiche, ma proprio in questi casi il trapianto rappresenta l’unica possibilità concreta di sopravvivenza. L’intervento è stato complesso, ma è andato bene e ha permesso di dare a Damiano una nuova possibilità di vita”.

Il decorso post-operatorio procede favorevolmente fino al trasferimento all’IRCCS Fondazione Maugeri di Veruno per la riabilitazione, sotto il controllo del dottor Massimo Pistono. Ma la vera prova comincia dopo. Il recupero è lungo e impegnativo: il corpo deve imparare di nuovo a muoversi, a fidarsi, a spingersi oltre. Damiano non si ferma. Cammina, si allena, insiste. Torna al lavoro. Poi, un giorno, torna anche a correre. Prima pochi passi, poi chilometri, sempre di più. Riprende ad allenarsi anche insieme ad alcuni medici dell’équipe del professor Mauro Rinaldi, in particolare con il dottor Matteo Giunta.

Oggi, a un anno dal trapianto, si prepara dunque a correre la Mezza Maratona di Torino. Con lui saranno presenti anche i medici delle Molinette, per testimoniare come l’attività fisica rappresenti uno strumento fondamentale per la salute. La sua storia racconta la possibilità di tornare a una vita normale dopo un trapianto, anche grazie allo sport, e conferma l’importanza dell’esercizio fisico anche sul piano terapeutico.

“Per me ritornare a correre e partecipare a questa gara significa chiudere il cerchio che si era aperto proprio un anno fa”, afferma il runner.

“Non è solo una gara: è un simbolo potente, un ringraziamento silenzioso, un messaggio che attraversa ogni chilometro, proprio quando festeggiamo il traguardo dei 1300 trapianti – commenta il professor Mauro Rinaldi – Il nostro Centro ha saputo evolversi nel tempo, segnando tappe importanti nella medicina dei trapianti sia a livello nazionale sia internazionale”.

“Ancora una volta il mio pensiero va a tutti i pazienti che vivono le loro fragilità all’interno dei nostri ospedali e a tutti gli operatori che li accolgono e li assistono in maniera amorevole. La storia di Damiano è davvero incredibile perché in un solo anno, dopo un trapianto di cuore, è tornato a una vita normale ed è ora pronto per affrontare la Mezza Maratona di Torino insieme ai nostri professionisti che lo hanno accolto e curato a 360 gradi e che ora lo accompagnano in questo evento podistico”, dichiara Livio Tranchida, direttore generale della Città della Salute e della Scienza di Torino.

È una storia di medicina, certo, ma anche di volontà, resilienza e del valore inestimabile della donazione. Perché, a volte, per ricominciare serve un cuore nuovo e qualcuno che abbia scelto di donare.

Al Centro Trapianto di Cuore e di Polmone dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, diretto dal professor Mauro Rinaldi, si celebra intanto in questi giorni un traguardo storico: 1300 trapianti eseguiti dall’inizio dell’attività. Un numero che racconta esperienza, organizzazione e vite salvate. L’attività di trapianto cardiaco è iniziata nel 1990, mentre il primo trapianto di polmone è stato effettuato nel 1993. Da allora il Centro ha conosciuto una crescita costante, sia in termini di volumi sia sul fronte dell’innovazione clinica e tecnologica introdotta nel corso degli anni.

Dei 1300 interventi complessivi, 800 sono stati trapianti di cuore, di cui 17 combinati, mentre 500 sono stati trapianti di polmone, di cui 169 singoli, 313 doppi e 18 combinati.

L’attività del Centro ha consolidato posizioni di rilievo nel panorama nazionale del trapianto cardiaco e di quello polmonare, distinguendosi per risultati clinici, complessità dei casi trattati e sviluppo di programmi innovativi, come i trapianti multiorgano, tra cui cuore-polmoni e cuore-fegato.

Un ulteriore contributo a questi risultati deriva dalla collaborazione tra Fondazione DOT – Donazione Organi Trapianti, ente non profit fondato dalla Città della Salute, dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte, dall’Università e dal Politecnico, che promuove la ricerca scientifica nell’ambito della medicina dei trapianti e la cultura della donazione e del trapianto di organi, tessuti e cellule, e Reale Foundation, la fondazione corporate di Reale Group, impegnata nel sostegno a iniziative ad alto impatto sociale, in linea con i valori mutualistici del Gruppo e con una visione di sviluppo sostenibile e inclusivo.

La collaborazione tra le due organizzazioni si concretizza nel progetto triennale ITT – InnovaTrapianto a Torino, che punta a rafforzare l’eccellenza della medicina dei trapianti attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate a supporto dei centri trapianto della Città della Salute.

Nel 2025 il progetto ha consentito di dotare il Centro Trapianti di Cuore e Polmone di nuove strumentazioni: un ecografo di ultima generazione Esaote MyLab X8 e XP per il monitoraggio dei pazienti immunodepressi dopo il trapianto e nove kit del sistema PerTravel per il trasporto avanzato degli organi, in particolare del cuore.

Dalla Redazione di TorinOggi, G. Ch.

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