La primavera avanza, ma in montagna il quadro resta delicato. Anche per chi dal Biellese guarda alle uscite in quota del fine settimana, l’invito è di non abbassare la guardia: sulle Alpi piemontesi neve e vento continuano a condizionare la stabilità del manto nevoso.
L'ultimo aggiornamento diffuso da Arpa Piemonte evidenzia come l’ultima settimana sia stata caratterizzata da deboli precipitazioni nevose, localmente fino a quote di bassa montagna, seguite da venti forti, a tratti tempestosi, alle quote più elevate. Oltre i 2000-2200 metri, il manto nevoso, ancora asciutto e a debole coesione sui versanti in ombra, è stato rimaneggiato dall’azione del vento, favorita anche dalle basse temperature registrate a partire dal pomeriggio di mercoledì. Ne è derivata la formazione di nuovi accumuli, in parte ancora instabili.

Dal videobollettino emerge una situazione molto variabile: in quota si alternano croste portanti e accumuli di neve fresca modellati dalle correnti, con condizioni che cambiano rapidamente da zona a zona. Un aspetto che richiede particolare attenzione da parte di escursionisti e sciatori. Tra gli elementi evidenziati dagli esperti c’è il rischio di scivolamento in prossimità di colli e creste più esposti al vento, dove l’erosione ha lasciato emergere superfici ghiacciate e insidiose. A questo si aggiunge una diffusa instabilità localizzata, legata alla presenza di accumuli e lastroni, che impone grande cautela nella valutazione dei pendii.
Oggi, domenica 29 marzo, sono previste nuove deboli precipitazioni sui rilievi sud-occidentali, accompagnate da venti anche forti, capaci di determinare la formazione di nuovi accumuli da vento. Il pericolo valanghe è previsto in aumento su Cozie Sud e Alpi Marittime, dove raggiungerà il grado 3-Marcato in quota. Sugli altri settori il livello atteso sarà invece 2-Moderato, sempre alle quote più alte.
Si ricorda che prima di ogni escursione occorre consultare gli aggiornamenti del bollettino valanghe e del bollettino meteorologico, affiancando a queste informazioni una valutazione diretta delle condizioni sul posto. Perché, anche in presenza di un contesto ormai primaverile, gli accumuli in quota non vanno sottovalutati.





