COSTUME E SOCIETÀ - 25 marzo 2026, 09:40

Biella, la comunità sarda rinnova il dono delle palme alla Diocesi

Tra memoria antica e devozione condivisa, gesto simbolico che unisce arte, spiritualità e identità.

Nell’immagine d'archivio, un momento prima della partenza dalla sede di Su Nuraghe

Nell’immagine d'archivio, un momento prima della partenza dalla sede di Su Nuraghe

Nel silenzio vibrante che precede la Domenica Laetare, quest’anno celebrata il 15 marzo 2026, prende forma uno dei riti più suggestivi della tradizione cristiana: la preparazione delle palme intrecciate. Un tempo sospeso, in cui il gesto sapiente dell’uomo si intreccia con il ritmo della natura e con la dimensione più intima della fede.

Le palme, recise con cura e rispetto, custodiscono già nei loro filamenti la promessa della Pasqua, culmine del calendario liturgico. Le giovani foglie, rese chiare e docili dall’assenza di luce e dall’umidità controllata, vengono raccolte nei giorni che precedono la “domenica della gioia”, segno di sollievo nel cammino quaresimale. In esse si legge un linguaggio antico, fatto di attesa, speranza e rinascita.

Affidate a mani esperte, queste fibre vegetali si trasformano in delicate architetture: intrecci che evocano merletti, arabeschi, trame leggere e complesse. Ogni palma diventa così un’opera unica, fragile e preziosa, capace di raccontare la bellezza effimera della devozione popolare. Un’arte che non si limita all’estetica, ma si fa preghiera visibile, testimonianza concreta di una fede tramandata attraverso i gesti.

Come vuole la consuetudine, il lavoro prende avvio con la realizzazione di esemplari campione, modelli che custodiscono e rinnovano motivi ornamentali ereditati dal passato. È un sapere che si trasmette nel tempo, spesso in ambito familiare, attraverso l’osservazione, la pazienza e la pratica condivisa.

Anche quest’anno, in collaborazione con il Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella, sarà la famiglia di Giovanni Scannella e Laura Lantero a dedicarsi all’intreccio delle palme destinate alla Diocesi. Un impegno che si svolge nella discrezione domestica, ma che assume il valore di una liturgia silenziosa: un rito che unisce dimensione privata e significato comunitario, cultura e spiritualità.

Particolarmente significativa, per il 2026, è la realizzazione della palma con “su siddu”, la sfera posta al vertice dell’intreccio. Dono della Comunità dei Sardi di Biella al vescovo mons. Roberto Farinella, questo elemento racchiude un simbolismo profondo: richiama l’idea di autorità e pienezza, ma anche l’archetipo universale dell’uovo cosmico, origine della vita e immagine della creazione. Un segno che attraversa epoche e civiltà, giungendo fino a noi come testimonianza della continuità tra sacro e umano.

Le palme, autentiche espressioni di arte effimera, saranno consegnate ufficialmente sabato 28 marzo, alle 9.30, presso il Vescovado di Biella. A precedere l’incontro, una breve ma intensa processione attraverserà le vie cittadine: dalla sede di “Su Nuraghe”, in via Galileo Galilei, un gruppo di soci in abito tradizionale sardo accompagnerà il dono, scandito dalle sonorità arcaiche e solenni delle launeddas di Nicola Diana, Maurizio Caria e Elena Toniato.

Sarà un momento di forte impatto emotivo e simbolico, in cui musica, tradizione e fede si fonderanno in un’unica narrazione collettiva. Un gesto che non è soltanto rievocazione, ma presenza viva di una religiosità popolare capace di trasmettere valori, identità e senso di appartenenza.

In un tempo spesso segnato dalla frammentazione, queste pratiche antiche continuano a custodire e rinnovare il legame tra le generazioni. La palma intrecciata, fragile e luminosa, diventa così segno tangibile di una fede che si fa comunità, memoria condivisa e speranza che si rinnova.

Per chi lo desidera, sarà possibile richiedere una piccola palma “filada”, realizzata secondo l’antica arte dell’intreccio, fino a esaurimento disponibilità.

Informazioni e richieste: Anna – 347.125.7464

Battista Saiu (Su Nuraghe Biella)

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