Benessere e Salute - 19 marzo 2026, 15:49

Giornata europea contro le molestie, Nursing Up: “Molestie cancro anche nella sanità, infermiere bersaglio di abusi e silenzi”

De Palma: "Chiediamo che lo spirito di questa Giornata Europea si estenda a ogni luogo di cura con protocolli chiari, formazione obbligatoria e canali di segnalazione sicuri. Chi lavora nella sanità deve essere tutelato anche sul piano umano".

Giornata europea contro le molestie, Nursing Up: “Molestie cancro anche nella sanità, infermiere bersaglio di abusi e silenzi”

Giornata europea contro le molestie, Nursing Up: “Molestie cancro anche nella sanità, infermiere bersaglio di abusi e silenzi”

Mentre l’Europa celebra oggi la Giornata contro le Molestie, nata per sradicare gli abusi nel mondo dello sport e nel sociale, il sindacato Nursing Up accende i riflettori su un terreno dove il fenomeno è altrettanto drammatico e sommerso: le corsie degli ospedali. Se nello sport si combatte contro il potere dei tecnici e il silenzio degli spogliatoi, nella sanità la battaglia è contro dinamiche gerarchiche distorte e un’esposizione costante agli abusi.

«L’iniziativa europea di oggi è fondamentale per rompere il muro dell’omertà in tutte le realtà lavorative e in tutti i contesti sociali», dichiara Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «Ma non dobbiamo dimenticare che le molestie non si fermano ai campi da gioco. Negli ospedali italiani, le professioniste sanitarie vivono una realtà speculare: subiscono abusi da pazienti e familiari, talvolta anche a livello gerarchico».

I numeri analizzati dal sindacato delineano un quadro inquietante. Secondo l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA), circa il 30% delle donne nell’UE ha subito molestie sessuali sul lavoro. Un dato che trova piena conferma nei sistemi sanitari: le analisi dell’Agenzia europea per la sicurezza sul lavoro (EU-OSHA) e dell’OMS indicano che tra il 10% e il 15% del personale, in prevalenza femminile, riferisce episodi di molestie o comportamenti indesiderati.

Un elemento critico riguarda l’origine degli episodi. Sempre secondo le rilevazioni di OMS ed EU-OSHA, circa il 60-70% delle molestie nel settore sanitario proviene da pazienti o familiari, spesso in contesti di fragilità o alterazione psico-fisica, mentre tra il 30% e il 40% si sviluppa all’interno delle strutture, coinvolgendo colleghi, superiori o dinamiche gerarchiche.

«Proprio come accade nello sport, dove l’atleta teme ritorsioni, anche le infermiere spesso non denunciano per paura o isolamento», prosegue De Palma. «Secondo i dati sulla forza lavoro sanitaria di OMS e OCSE, le donne rappresentano circa il 70-75% del personale sanitario, configurandosi come la componente maggioritaria nei contesti a più alto rischio».

Le condizioni organizzative aumentano il pericolo. I contesti più esposti, come evidenziato da OMS ed EU-OSHA, sono il pronto soccorso, i reparti psichiatrici e i turni notturni, dove la pressione operativa e il contatto continuo con utenti in condizioni critiche rendono più frequenti i comportamenti inappropriati.

«Le molestie non sono episodi isolati né inevitabili», ribadisce De Palma. «Chiediamo che lo spirito di questa Giornata Europea si estenda a ogni luogo di cura con protocolli chiari, formazione obbligatoria e canali di segnalazione sicuri. Chi lavora nella sanità deve essere tutelato anche sul piano umano: la dignità delle professioniste non può essere negoziabile. Le molestie non sono un "rischio del mestiere", sono un problema strutturale che mina la qualità del lavoro e il rispetto nei luoghi di cura».

c.s. Nursing Up, s.zo.

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