Nuove polemiche investono la scena politica biellese dopo le rivelazioni emerse da un’inchiesta giornalistica pubblicata da Il Fatto Quotidiano. Al centro dell’attenzione vi sarebbe un presunto intreccio tra esponenti biellesi di Fratelli d’Italia e ambienti riconducibili alla mafia romana.
Secondo quanto riportato da "Il Fatto Quotidiano", sembrerebbe che il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro sia stato, per oltre un anno, socio al 25% di una società a responsabilità limitata proprietaria di un ristorante nella capitale. La stessa società risultava partecipata al 50% da Miriam Caroccia, figlia dell’imprenditore Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati di stampo mafioso. Al momento della costituzione della società, la giovane aveva appena 18 anni.
La compagine societaria, stando all’inchiesta, sembrerebbe includere anche altri nomi legati al territorio biellese e al partito di Fratelli d’Italia. Tra questi, con una quota del 5% ciascuno, figurerebbero Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI a Biella, Elena Chiorino, vicepresidente della Regione Piemonte, e Davide Zappalà, consigliere regionale piemontese.
Così Elena Chiorino, Davide Zappalà e Cristiano Franceschini: "Abbiamo scelto, come già evidenziato dal Sottosegretario Delmastro, di uscire immediatamente dalla società costituita un anno fa nel momento stesso in cui siamo venuti a conoscenza della posizione relativa al padre della giovane ex socia, che risulta tutt’ora incensurata. Una decisione non formalmente dovuta ma netta, che nasce da un principio non negoziabile: il rispetto della legalità. Quando emergono elementi che pongono anche solo un dubbio sotto questo profilo, il dovere delle istituzioni è uno soltanto: agire con tempestività e trasparenza, prendendo immediatamente le distanze. Ed è quello che abbiamo fatto senza alcuna esitazione".





