CULTURA E SPETTACOLI - 16 marzo 2026, 08:30

Da Haydn a Beethoven, nuovo concerto per Accademia Perosi: a Biella arriva il Motus Quartet

Da Haydn a Beethoven, nuovo concerto per Accademia Perosi: a Biella arriva il Motus Quartet

Da Haydn a Beethoven, nuovo concerto per Accademia Perosi: a Biella arriva il Motus Quartet

Tre compositori, tre epoche, una sola tensione ininterrotta: è questo il disegno che il Motus Quartet traccia venerdì 20 marzo, alle 20.45, nella Sala dei Concerti dell'Accademia Perosi di Biella. Un programma costruito con la precisione di chi sa che la musica da camera non si ascolta soltanto — si legge, si interpreta, si vive.

Si comincia da Haydn — dal Quartetto op. 74 n. 3 "Rider" — come si comincia da una radice che affonda nel terreno più fertile della tradizione classica viennese. Il ritmo galoppante del finale, quasi equestre nella sua energia percussiva, cela sotto la propria superficie luminosa un Largo assai di rara, quasi dolorosa densità meditativa: un cielo improvvisamente scuro sopra una pianura che sembrava illuminata per sempre. Haydn non consola, interroga. E in quel sol minore c'è già, in embrione, tutto ciò che la musica occidentale porterà con sé nei decenni successivi.

Poi arriva Webern, e l'aria cambia consistenza. I Cinque movimenti op. 5 sono come una luce fatta passare attraverso un prisma: la forma si scompone, i silenzi si addensano fino a diventare materia tanto concreta quanto le note, le dinamiche oscillano tra il sussurro impercettibile e l'improvvisa, lacerante esplosione. Webern non distrugge la tradizione: la distilla fino al suo nucleo più ardente e lo lascia bruciare nell'aria per pochi, intensissimi minuti. Chi conosce questo repertorio sa che ascoltare l'op. 5 è come tenere in mano qualcosa di incandescente — qualcosa che scotta, e che non si riesce a posare.

Poi viene Beethoven. Il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 127 — primo dei cinque quartetti del periodo tardo — si apre con quella maestà raccolta che solo i grandi incipit sanno possedere. L'Adagio ma non troppo e molto cantabile del secondo movimento non varia semplicemente un tema: lo rivela, strato dopo strato, come chi sfoglia un testo antico e scopre che ogni pagina conteneva già, scritta in filigrana, la pagina successiva. Beethoven trasforma la forma classica ereditata da Haydn in qualcosa di più vasto, di indefinibile — una struttura che respira oltre i propri confini.

Il Motus Quartet, fondato a Vienna nell'ottobre 2022 e composto da Tim de Vries e Karla Križ ai violini, Erin Pitts alla viola e Domonkos Hartmann al violoncello, porta su questo programma la forza di una formazione severa e plurale. Il Quartetto Motus partecipa regolarmente alle sessioni ECMA ( European Chamber Music Academy ) e Musethica in tutta Europa.
L'ensemble ha ricevuto due premi all'International Summer Academy del 2023 della mdw (isa): l'Artis Quartet Award e il Viennese Classicism Award.

Nell'aprile 2023, il quartetto ha debuttato alla Konzerthaus di Vienna nella Schubert Hall e nel marzo 2024 al Musikverein di Vienna. Recenti impegni concertistici hanno portato il quartetto negli Stati Uniti, in Tunisia, Taiwan, Italia, Danimarca e Svizzera, seguiti dal debutto olandese al Concertgebouw di Amsterdam lo scorso ottobre.

J. Haydn - Quartetto per archi in sol minore, op. 74 n. 3 “Rider”
A. Webern - Cinque movimenti per quartetto d'archi, op. 5
L. Beethoven - Quartetto per archi in mi bemolle maggiore, op. 127 n. 12

c. s. Accademia Perosi g. c.

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