COSTUME E SOCIETÀ - 13 marzo 2026, 17:13

Guido Gronda: Quando la vita diventa poesia

Lessonese, nativo di Crosa, oltre a far parte del Coro di Casapinta, ha scoperto la passione per la poesia, dando voce in rima ai sentimenti e ai momenti della vita.

Guido Gronda: Quando la vita diventa poesia

Guido Gronda, classe 1958, è un marito, nonno e pensionato che ha scoperto la passione per la scrittura poetica proprio dopo aver concluso la vita lavorativa. Le sue poesie, rigorosamente in rima e dal tono volutamente semplice e diretto, nascono dal desiderio di raccontare emozioni, gioie e dolori dei momenti vissuti, oltre che dal bisogno di mantenere la mente attiva.

Scrive spesso di notte o durante le pause nel suo orto, altro grande hobby a cui è profondamente legato. Pur consapevole di non seguire le tendenze più moderne della poesia contemporanea, più ermetica e sintetica, Guido rivendica con serenità il proprio stile talvolta prolisso, ma autentico e sincero.

Il sonetto che segue, in un romanesco volutamente “maccheronico”, nasce dal suo stato d’animo nel partecipare — sempre più frequentemente — ai funerali di amici, trasformando la riflessione sulla vita e sul tempo che passa in parole cariche di umanità e sentimento.

Buona lettura.

Oggi se more peggio.

So' stato ar funerale de n'amico.
Ho visto certe cose e mo' t'o dico
Nun è pe' irriverenza o pe' dileggio
Me vie'da di' che oggi...se more peggio

Arivi,
Un prete sconosciuto già t'aspetta
Se guarda er polso, pare che ch'ha fretta
Du gocce e un po' de fumo su la cassa
Sbrigate a entra' che 'ntanto er tempo passa.

Gli amici quelli "veri" stanno fori
A racconta' de impicci e fatti lori
Che nun se perda vecchia tradizione
De accompagna' in "preghiera" sto fregnone

Ariva er predicozzo imbarazzato
Manco sa er nome, manco che li sei nato
Un gesto riverente alla famija
Poi scambia la badante per tua fija

Du frasi tutte a buffo de ricordo
Par de senti' parla' un muto a un sordo
Artre du gocce, un po' de fumo in fretta
Uno scappa a fuma' na sigaretta

Te ne esci fora bello e benedetto
Speranno de trova' l'urtimo letto
Nun te sturba' resta concentrato
Che devi prima essere abbruciato

Te aspetta er crematorio tempio cupo
Er foco porterà tutto daccapo
Nella tua scatoletta infiocchettato
Polvere n'atra vorta ritornato

Te portano ar campetto verso sera
Tu moje sola cerca na preghiera
Gli amici giù ar baretto già 'o sanno
Te se ricordera' forse tra n' anno

redazione c