EVENTI - 02 marzo 2026, 07:30

Torta e mimose, parole e sorrisi: la Festa della Donna nel cuore di "Su Nuraghe"

Appuntamento di comunità che unisce tradizione e sensibilità contemporanea: racconto collettivo di rispetto, collaborazione e reciproca cura

Nell’immagine d’archivio: composizione di pizzi e mimose preparata dalle “feminas” di “Su Nuraghe” per la Festa della Donna

Nell’immagine d’archivio: composizione di pizzi e mimose preparata dalle “feminas” di “Su Nuraghe” per la Festa della Donna

Sabato 7 marzo 2026, alle ore 21.00, la sede del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe”, in via Galileo Galilei 11 a Biella, aprirà le sue porte a una serata speciale dedicata alle Feminas, nel segno della Festa della Donna. Un appuntamento atteso, ormai parte viva della memoria collettiva del sodalizio sardo-biellese, dove tradizione e sentimento comunitario si intrecciano con naturale armonia.

Non una semplice ricorrenza, ma un momento, pensato come spazio d’incontro tra sensibilità diverse e complementari: donne e uomini insieme, le due metà del cielo che si riconoscono reciprocamente nel valore dell’ascolto, della collaborazione e del rispetto.

Come da tradizione, ogni donna presente riceverà il simbolico omaggio floreale della mimosa, gesto semplice e luminoso che, anno dopo anno, rinnova un messaggio universale di riconoscimento e gratitudine. Accanto ai fiori, elemento identitario della festa fin dalla fondazione del Circolo, non mancherà la grande torta conviviale dedicata alle “Feminas”: per l’edizione 2026 sarà firmata da Giuseppe Nevolo e realizzata dalla pasticceria “Vida Loca” di Mongrando, pensata per trasformare la serata in un momento di dolce condivisione, dove una fetta di torta diventa occasione di dialogo, sorrisi e amicizia.

A Su Nuraghe, la Festa della Donna non è mai soltanto celebrazione, ma racconto corale. È il tempo lento delle mani che preparano, delle voci che si intrecciano, degli sguardi che costruiscono comunità. La mimosa, ormai simbolo universale della ricorrenza laica, porta con sé una storia che attraversa continenti e generazioni: giunta in Europa dall’Oceania nella seconda metà dell’Ottocento, è entrata nel patrimonio simbolico internazionale soprattutto dal 1975, quando le Nazioni Unite proclamarono l’Anno Internazionale della Donna, promuovendo l’uguaglianza dei diritti, la piena partecipazione femminile allo sviluppo sociale ed economico e il contributo delle donne alla costruzione della pace.

In Italia, la scelta della mimosa come emblema dell’8 marzo si deve alla sensibilità e alla visione di donne protagoniste della storia repubblicana: Teresa Mattei, la più giovane eletta all’Assemblea Costituente nel 1946, insieme a Teresa Noce e alla dirigente dell’Unione Donne Italiane Rita Montagna. Scelsero un “fiore povero”, accessibile a tutte, capace di fiorire anche nei paesaggi più semplici, simbolo di forza gentile e resilienza.

Non è un caso che anche sulle colline biellesi, grazie agli inverni miti, la mimosa sbocci precoce annunciando la primavera. I mazzetti distribuiti durante la serata del 7 marzo provengono infatti da giardini di Vigliano Biellese e saranno confezionati a Vallanzengo da mani attente e generose di donne e uomini di Su Nuraghe: gesti pazienti che diventano linguaggio silenzioso di cura, solidarietà e appartenenza.

Tra profumi, colori e sapori, la serata si trasformerà così in una piccola sinfonia comunitaria, dove ogni presenza contribuisce all’armonia generale. Perché la Festa della Donna, vissuta nello spirito di Su Nuraghe, non separa ma unisce: invita a camminare insieme, donne e uomini, riconoscendo differenze e somiglianze come ricchezza comune.

È in questi momenti, fatti di semplicità e autenticità, che nasce il senso più profondo della festa: costruire relazioni, custodire la memoria e guardare al futuro con passo condiviso, nella consapevolezza che l’uguaglianza non è una conquista solitaria, ma un percorso da percorrere fianco a fianco.

Salvatorica Oppes

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