Ottavo appuntamento con “Riascoltati per voi”, la rubrica musicale che ogni fine settimana vi racconta gli album che hanno fatto la storia della musica. C’è un momento, durante questo nostro viaggio musicale, in cui ci si ferma un attimo e si dice: «Ok, adesso serve qualcosa che sorprenda davvero!». “Odelay” di Beck, uscito nel 1996, fa esattamente questo: ti spiazza, ti confonde e alla fine ti conquista. Un disco fuori dagli schemi ma tutt’oggi freschissimo.
Nel 1996 io ero un ragazzo e la musica arrivava da radio, cd prestati tra amici, cassette registrate. “Odelay” sembrava arrivare da un altro pianeta: rock, hip hop, funk, folk, elettronica… tutto insieme, senza chiedere permesso. Eppure funzionava. Funzionava eccome.
Beck arrivava dal successo planetario di “Loser”, che due anni prima lo aveva fatto conoscere al grande pubblico quasi per caso. Con “Odelay” decide di fare sul serio, ma a modo suo. Non è un album “facile”, ma è tremendamente divertente. È come aprire una scatola piena di oggetti strani e al tempo stesso bellissimi. Brani come “Devils Haircut”, “The New Pollution” e “Where It’s At” sono diventati simboli degli anni ’90, non perché perfetti, ma perché liberi. Poi c’è “Jack-Ass”, più malinconica, quasi sospesa, che mostra un lato più intimo di Beck.
In questo disco, il musicista americano ha dimostrato che si poteva mescolare tutto senza perdere identità. Infatti, nel corso degli anni ha influenzato tantissimi artisti dopo di lui e ha reso Beck uno dei nomi più originali della musica alternativa. Non è un disco da ascoltare distrattamente: va preso per quello che è: un collage sonoro creativo e ironico. È un album coraggioso che entra piano piano, con dettagli che saltano fuori ascolto dopo ascolto. Non serve capirlo subito: basta lasciarlo andare sul piatto del giradischi e lasciarsi trasportare…
I miei brani preferiti sono: "Devils Haircut", "Hotwax", "Lord Only Knows", "The New Pollution", "Jack-Ass" e "Where It's At".
Voto: 8
Tracce:
1) Devils Haircut – 3:13
2) Hotwax – 3:49
3) Lord Only Knows – 4:14
4) The New Pollution – 3:40
5) Derelict – 4:13
6) Novacane – 4:38
7) Jack-Ass – 4:01
8) Where It's At – 5:30
9) Minus – 2:31
10) Sissyneck – 3:53
11) Readymade – 2:37
12) High 5 (Rock the Catskills) – 4:10
13) Ramshackle – 7:30
Durata: 54 minuti.
Formazione:
- Beck - voce, chitarra acustica, chitarra elettrica, slide, basso, tastiere, piano, organo, celesta, clarinetto, armonica, percussioni, batteria.
- Joey Waronker - batteria, percussioni.
- Mike Boito - organo, tromba.
- David Brown - sax.
- Greg Leisz - pedal steel guitar.
- Charlie Haden - basso.
Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Odelay” di Beck, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.
Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!





