“Il costo dell’energia è diventato un fattore insostenibile per molte imprese, soprattutto nei settori manifatturieri più energivori, come il tessile. Come Unione Industriale Biellese condividiamo pienamente la posizione espressa da Confindustria: l’Unione Europea deve intervenire subito, sospendendo temporaneamente l’ETS per evitare effetti irreversibili sulla competitività industriale.”
Così il presidente dell’Unione Industriale Biellese, Paolo Barberis Canonico, interviene alla vigilia del confronto europeo sulla competitività.
Il presidente Uib sottolinea come il meccanismo ETS, nella sua configurazione attuale, stia mettendo in difficoltà intere filiere produttive: “L’ETS è nato come strumento per accelerare la decarbonizzazione, ma oggi sta diventando un fattore distorsivo che grava pesantemente sul costo dell’energia. Un costo che, per le imprese italiane, risulta tra i più alti in Europa, con uno scarto intorno al 30% in più. Questo gap pesa moltissimo sulla competitività. E' in gioco la tenuta stessa del nostro sistema industriale. Se non si interviene rapidamente, rischiamo che settori strategici – dall’acciaio alla chimica, dalla ceramica al tessile – perdano quote di mercato internazionale.”
Ribadendo la posizione di Confindustria, l’Unione Industriale Biellese ritiene che l’Europa debba adottare un approccio pragmatico: "Solo il 25% delle emissioni globali è regolato da meccanismi simili all’ETS e quello europeo è di gran lunga il più oneroso. In un contesto globale dove la domanda di energia è destinata a crescere, continuare a penalizzare le nostre imprese significa esporre l’Europa al rischio di declino industriale.”
Un altro elemento critico riguarda il sistema di formazione del prezzo dell’energia: “Il mercato attuale non premia le fonti pulite. Oggi chi utilizza energia rinnovabile paga quanto chi utilizza energia più impattante: un paradosso che frena gli investimenti in tecnologie efficienti e sostenibili. Serve quindi un intervento immediato sul costo dell’energia e una revisione profonda dei meccanismi che lo determinano. In questo contesto, ci attendiamo anche un ruolo deciso del Governo italiano, che ha recentemente segnalato la necessità di intervenire con misure nazionali per contenere i costi energetici e di sollecitare una revisione dell’ETS a livello europeo, al fine di tutelare la competitività delle imprese italiane e contrastare l’aggravarsi dello svantaggio competitivo derivante dalle attuali condizioni di mercato.”
Barberis Canonico conclude con una richiesta: "E' vitale ragionare in termini di priorità, avendo ben chiaro che la questione centrale, oggi, è sopravvivenza stessa delle imprese. La strada della decarbonizzazione si può percorrere ma deve essere compatibile con la realtà economica e produttiva italiana. Servono energia accessibile, programmazione industriale seria e strumenti che accompagnino – e non ostacolino – la transizione. Per questo chiediamo che la Commissione Europea sospenda l’ETS e ripensi l’intera architettura delle politiche energetiche, nell’interesse dell’industria italiana ed europea.”





