EVENTI - 14 febbraio 2026, 06:50

Frammenti di un Carnevale senza tempo a Venezia raccontato da Marchisotti FOTO

Le immagini pubblicate oggi fanno parte di una serie numerata realizzata nel 1984

Frammenti di un Carnevale senza tempo a Venezia raccontato da Marchisotti, foto copyright Marchisotti

Frammenti di un Carnevale senza tempo a Venezia raccontato da Marchisotti, foto copyright Marchisotti

Dopo aver raccontato gli ecomusei del Piemonte, il viaggio attraverso l’obiettivo del fotografo biellese Roberto Marchisotti approda a Venezia. Tra le sue calli la città lagunare si trasforma in un palcoscenico sospeso nel tempo, dove i colori del Carnevale si fondono con un’atmosfera quasi eterea, capace di rendere Venezia un mondo a sé. Un mondo fatto di sguardi nascosti dietro maschere maestose, eleganti, raffinate, uniche.

C’è la Bauta, la più celebre e diffusa; il Medico della Peste, con il suo lungo becco diventato simbolo insieme macabro e affascinante del Carnevale; la Gnaga, travestimento tradizionale maschile che gioca con l’identità, spesso accompagnato da una maschera felina; la Colombina, mezza maschera impreziosita da oro, argento e piume; e poi Pantalone, figura teatrale veneziana per eccellenza, vecchio mercante avaro e lussurioso, fino al Domino, essenziale e misterioso. Un repertorio di personaggi che sembrano usciti direttamente dalla storia e dalla Commedia dell’Arte.

"Non ci sono coriandoli, ma eleganza ovunque: maschere e abiti d’epoca da incanto – racconta Marchisotti –. Non nascondo che spesso restavo a bocca aperta davanti a costumi così sontuosi. Quei dieci giorni di Carnevale a Venezia erano le mie vacanze: giorno e notte tra musica, feste e scatti. Migliaia di scatti, gelosamente custoditi nel mio archivio e anche nel mio cuore".

Le immagini pubblicate oggi fanno parte di una serie numerata realizzata nel 1984. Di quelle fotografie esistono ancora gli originali, con l’autentica impronta del fotografo biellese.

s.zo.

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