Il Carnevale arriva, puntuale come ogni anno. Con lui tornano i coriandoli, i carri allegorici, le maschere… e le strade chiuse. Un copione ormai noto ai biellesi, che nel fine settimana vedranno partire ufficialmente le manifestazioni carnevalesche, tra entusiasmo diffuso e l’immancabile corollario di lamentele legate alla viabilità.
Per consentire lo svolgimento delle sfilate, diverse aree della città saranno interessate da limitazioni, con divieti di sosta e modifiche alla circolazione. Provvedimenti necessari per garantire sicurezza e ordine pubblico, ma che, come sempre, finiscono per accendere il dibattito.
Anche nei quartieri coinvolti dalle manifestazioni carnevalesche sono previste restrizioni temporanee alla sosta e alla circolazione, legate al passaggio dei carri allegorici e dei gruppi mascherati. Misure annunciate e regolamentate, che accompagnano puntualmente ogni edizione del Carnevale e che rappresentano, per molti residenti e automobilisti, il lato meno festoso dell’evento.
C’è chi applaude alla festa, chi programma per tempo percorsi alternativi e chi, invece, scopre le transenne solo all’ultimo momento, restando imbottigliato in coda. Ed è proprio lì, tra una macchina ferma e l’altra, che nasce il Carnevale parallelo: quello delle proteste. “Proprio oggi?”, “Non ci voleva”, “Ci risiamo”. Commenti che dilagano e sono ormai parte integrante di ogni manifestazione ed evento.
Il Carnevale biellese, diffuso e ricco di partecipazione, porta fra le stelle filanti, fagiolate e sfilate in maschera, anche le lamentele. Nulla di nuovo, verrebbe da dire. Anzi, una tradizione nella tradizione.
Forse è questo il vero spirito del Carnevale: una festa che divide, rallenta, costringe ad aspettare. Ma che, alla fine, torna ogni anno a ricordare che per qualche ora la città può fermarsi. Anche solo per lamentarsi insieme.





