Il confronto con ambulanti, quartieri e soggetti interessati ci sarà, ma solo dopo che l’amministrazione avrà scelto una delle quattro opzioni allo studio. Lo ha chiarito il sindaco di Biella Marzio Olivero in Consiglio comunale, dove oggi, martedì 27 gennaio, è tornato il dibattito sullo spostamento del mercato cittadino.
"Quando avremo in mano un progetto concreto – ha spiegato – ascolteremo operatori, presidenti dei consigli di quartiere e tutti gli interessati". Fino ad allora, ha aggiunto il primo cittadino, l’amministrazione continuerà a lavorare sulle ipotesi in campo per individuare quella ritenuta più percorribile.
Olivero ha respinto le critiche sulla mancanza di chiarezza, sottolineando che al momento non esiste ancora un progetto definitivo. "Ci si lamenta perché non c’è un progetto, ma stiamo ragionando. Mettere quattro progetti sul tavolo ora significherebbe creare solo confusione", ha affermato, ricordando come il dibattito sia esploso "senza che il Comune abbia mai indicato dove spostare il mercato".
Nel suo intervento il sindaco ha ribadito la volontà dell’amministrazione di riportare il mercato in centro entro il 2026, nonostante si tratti di una scelta "scomoda" e destinata a suscitare contestazioni. "Non è vero che il mercato in piazza Martiri non funzioni – ha detto – ma è evidente che oggi l’offerta è ridotta rispetto al passato. Riceviamo immagini che mostrano una situazione di difficoltà anche in piazza Falcone oggi, e siamo convinti che un ritorno in centro, dal punto di vista geografico, possa giovare sia al mercato sia al commercio in sede fissa".
Secondo Olivero, la decisione non ha carattere ideologico ma amministrativo e si inserisce in un tentativo, portato avanti da anni da diverse amministrazioni, di contrastare l’impoverimento del centro cittadino. "Serve coraggio – ha aggiunto – perché spesso in passato si è rinunciato per timore delle critiche".
Sul piano tecnico, il sindaco ha assicurato che le aree interessate saranno dotate di tutti i sottoservizi necessari, trattandosi di un obbligo di legge, e ha parlato di investimenti rilevanti per il Comune. Critiche anche alle ipotesi di ricorso al Tar in riferimento al "Concertozzo" proprio in piazza Falcone, in un giorno di mercato: "Trovo triste che si arrivi a minacciare azioni legali".
La discussione è arrivata in Consiglio dopo i due incontri di ieri, il primo promosso dai sindacati e il secondo dal Consiglio di quartiere, ed è stata sollecitata da un’interrogazione presentata da Riccardo Bresciani per conto di Biella C’è, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. La minoranza ha evidenziato le incertezze legate ai progetti allo studio, al futuro di piazza Falcone nel quartiere Villaggio Lamarmora, alle tempistiche e al coinvolgimento degli ambulanti e dei consigli di quartiere. "In una situazione come questa – ha spiegato Bresciani – servirebbe maggiore trasparenza. Chiediamo di conoscere i progetti allo studio, se le aree interessate dallo spostamento saranno dotate di sottoservizi, visto che si parla della fine del 2026, e come l’amministrazione intenda affrontare le criticità che rendono poco funzionale il mercato in piazza Martiri". Tra le questioni sollevate anche il tema dei parcheggi, il possibile potenziamento del trasporto pubblico, il destino di piazza Falcone, l’ammontare degli investimenti già effettuati e le ragioni della mancata consultazione dei rappresentanti degli ambulanti. Da qui la richiesta di audire anche i presidenti dei consigli di quartiere coinvolti.





