"Noi da piazza Falcone non ci spostiamo". È un grido compatto, come raramente accade, quello degli ambulanti del mercato di piazza Falcone, decisi a dare battaglia contro una scelta imposta, non condivisa con loro. Sabato il sindaco Marzio Olivero ha nuovamente spiegato ai nostri microfoni, in una lunga intervista, le motivazioni della sua decisione, ma gli ambulanti biellesi non ci stanno e si mobilitano per dire “no” al trasferimento del mercato dal Villaggio Lamarmora al centro città.
Dopo la petizione tra i cittadini, estesa nei giorni scorsi anche ai non residenti, per bloccare lo spostamento del mercato principale da piazza Falcone al centro, nella sola giornata di ieri, lunedì 26 gennaio, sono stati due i fronti che si sono mossi per ribadire la contrarietà al progetto dell’amministrazione: da un lato i sindacati Apa, Anva Confesercenti, Fiva Ascom e Goia, dall’altro il neonato consiglio di quartiere.
Nel primo pomeriggio, alla Locanda dell’Orso, durante l’incontro con i sindacati, le proposte che hanno trovato il favore di tutti sono state la discesa in piazza e la valutazione di azioni legali. "Per tanti anni abbiamo lavorato per arrivare al punto in cui siamo oggi, in modo condiviso e sottoscritto da tutti i rappresentanti di categoria, e ora non possiamo accettare che venga mandato all’aria un lavoro importante, fatto con l’impegno degli ambulanti, degli uffici comunali e con soldi pubblici", ha esordito Davide Ferla di Confesercenti. "Oggi piazza Falcone è una bellissima piazza, frutto del lavoro di tre amministrazioni, e il 15 di questo mese ci è stato comunicato, senza diritto di replica, che il mercato principale verrà spostato, senza nemmeno sapere dove. Oggi 160 attività dicono no, perché non si comprendono i motivi di questa scelta né se ne condividono le modalità".
"Dobbiamo essere orgogliosi del nostro lavoro", ha affermato Paolo Calabrese del Goia Biella. "Abbiamo sempre messo il buon senso davanti a tutto, ma adesso è ora di dire basta: le buone maniere sono finite". Michelangelo Trotta ha ribadito l’importanza dell’unità: «Come nel 1981, quando mobilitammo la città per giorni, oggi dobbiamo tornare in piazza a far sentire la nostra voce. La pazienza è finita. Io stesso avevo appoggiato questa amministrazione, ma alla luce di quanto accaduto me ne pento: mi sono sentito tradito».
Carlo Pettinaroli, presidente Anva Confesercenti, si interroga sul futuro che si immagina per piazza Falcone: "Ci vogliono mandare via perché serve il nostro spazio, ma noi da qui non ci muoviamo. Eravamo pronti al confronto, magari a valutare alcune soluzioni, ma il confronto non c’è stato. Ora non ci siederemo più nemmeno noi al tavolo: non ci sarà dialogo. Per noi lo spostamento non avverrà e ci batteremo con tutti i mezzi possibili". Presente anche una rappresentante della Confederazione Italiana Agricoltori: "Eravamo già presenti quando il mercato è stato spostato dal centro qui, ed è stato difficile cambiare le abitudini dei clienti. Ora non si può tornare indietro".
Gli ambulanti si mostrano compatti e pronti anche a mettere mano al portafoglio per sostenere le spese legali. Tra gli interventi, anche quello di Elisa Labricciosa: "In questi giorni sto parlando con tantissime persone, come non avevo mai fatto prima, perché questa è la nostra piazza e voglio sapere cosa pensa la gente di ciò che si vuole fare. Nessuno è d’accordo. C’è chi viene qui prima di andare al lavoro, molti dipendenti dell’ospedale, tanta gente che non verrebbe più se il mercato venisse spostato. Le persone non vogliono fare coda né infilarsi nel traffico: cercano comodità. Dobbiamo essere consapevoli della nostra potenzialità. Questo è stato solo un primo passo, un mattoncino: dobbiamo costruire qualcosa che vada ancora oltre, dando la possibilità a chi vuole il mercato di averlo qui, in piazza Falcone".
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche lo studio firmato da Gae Aulenti, presentato al Teatro Sociale negli anni Novanta, con cui l’amministrazione dell’epoca aveva motivato lo spostamento del mercato dal centro a piazza Falcone. "E teniamo conto – ha sottolineato ancora Pettinaroli – che il mercato in piazza Martiri esiste già: era partito con 75 banchi, oggi sono meno di 20. Un motivo ci sarà, se si è ridotto così".
In serata il tema è stato affrontato anche durante un’assemblea del neoeletto consiglio di quartiere, alla presenza di ambulanti, cittadini e rappresentanti di tutti e dieci i quartieri neoeletti. A prendere parte all'incontro è stato anche l'assessore al Commercio Anna Pisani su invito del consiglio di quartiere. "Quando il Comune parla di spostare il mercato – ha spiegato il presidente Simone Polletta – non si è mai sentito parlare del Villaggio Lamarmora, per troppi anni etichettato come poco sicuro. Noi invece abbiamo bisogno che la gente venga qui, anche solo per parcheggiare, perché questo è un punto di forza: si vede un quartiere residenziale, bello e tranquillo. Il Villaggio, però, è un quartiere privo di servizi: c’erano la ludoteca e altre realtà che oggi non esistono più. Abbiamo bisogno del mercato affinché i biellesi tornino qui a usufruire di alcuni servizi. Se si vuole togliere un servizio così importante a un quartiere che vive una situazione sociale ed economica difficile, allora è necessario offrire almeno delle alternative".