Nel periodo gennaio–novembre 2025, la provincia di Biella è passata da zona bianca a zona gialla nella mappatura del rischio degli infortuni mortali sul lavoro elaborata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega. Nel dettaglio, il numero degli infortuni mortali registrati in provincia è aumentato da 1 caso nel 2024 a 2 nel 2025, con un incremento del 100%. Nel dettaglio la zonizzazione utilizzata dall'Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo una determinata scala di colori: Bianco: regione con un'incidenza infortunistica inferiore al 75% dell'incidenza media nazionale; Giallo: regione con un'incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell'incidenza media nazionale e il valore medio nazionale; Arancione: regione con un'incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell'incidenza media nazionale; Rosso: regione con un'incidenza infortunistica superiore al 125% dell'incidenza media nazionale.
Nel confronto con le altre province piemontesi, Biella si colloca tuttavia in una posizione intermedia. Sono in zona rossa Verbano-Cusio-Ossola (73,8), Cuneo (41,9) e Alessandria (40,2). In zona arancione si trovano Asti (32,5) e Torino (31,3). Restano in zona bianca Vercelli (14,7) e Novara (12,7).
A livello regionale, i dati aggiornati a novembre 2025 indicano che in Piemonte da gennaio a novembre si sono registrate 83 vittime sul lavoro, di cui 61 in occasione di lavoro, contro le 67 dello stesso periodo del 2024. La regione si colloca complessivamente in zona arancione, con un’incidenza di 32,9 morti per milione di occupati, superiore alla media nazionale di 30,7.
Per quanto riguarda i settori più colpiti in Piemonte, l’attività manifatturiera risulta al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro a novembre 2025, con 4.578 casi, seguita da Sanità (2.482), Trasporto e Magazzinaggio (2.252), Commercio (2.248) e Costruzioni (2.072).
Commentando i dati, Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega, ha evidenziato che l’aumento dei casi e un indice di mortalità superiore alla media nazionale confermano come la sicurezza sul lavoro resti una sfida critica per il Piemonte: "L'aumento dei casi e l'indice di mortalità superiore alla media nazionale confermano che la sicurezza sul lavoro resta una sfida critica per la regione, ancora in zona arancione nella mappatura dell'emergenza, ovvero quella in cui si trovano le regioni con un rischio di mortalità superiore alla media nazionale (32,9 contro il dato nazione di 30,7). Questi numeri sottolineano l'urgenza di rafforzare le misure preventive e adottare strategie efficaci per proteggere chi lavora”.





