ATTUALITÀ - 21 gennaio 2026, 06:50

Sicurezza nelle scuole: dopo il caso di La Spezia il confronto sui metal detector

Sull’argomento è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara

Sicurezza nelle scuole: dopo il caso di La Spezia il confronto sui metal detector

Sicurezza nelle scuole: dopo il caso di La Spezia il confronto sui metal detector

Dopo il grave episodio avvenuto in una scuola di La Spezia, dove uno studente di 18 anni ha perso la vita in seguito a un accoltellamento da parte di un compagno, si è aperto un ampio dibattito sulla sicurezza negli istituti scolastici.

Sull’argomento è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha ipotizzato, per le scuole considerate più a rischio, la possibilità di installare metal detector. Secondo il ministro, l’eventuale decisione potrebbe essere presa dai dirigenti scolastici, in accordo con i prefetti. L’ipotesi, però, non convince molti dirigenti scolastici. 

Raffaella Miori, dirigente dell’istituto Bona, esprime molte perplessità: "Non capisco come potrebbero essere utilizzati i metal detector e da chi. Ci sono problemi pratici difficili da superare e anche dubbi dal punto di vista normativo. Se diventasse obbligatorio lo faremmo, ma temo che possa ledere la libertà personale. La scuola non è una caserma". Secondo la preside, il tema centrale resta l’educazione, che dovrebbe partire dalla famiglia: "Noi non possiamo perquisire gli studenti, facciamo già fatica a far rispettare il divieto di usare il cellulare. Come potremmo togliere un coltello?".

Sulla stessa linea Tiziana Tamburelli, preside del Liceo del Cossatese e della Vallestrona: "In alcune situazioni particolari potrebbe avere senso, ma non da noi. Dietro certi episodi ci sono fragilità educative. La scuola deve vigilare, ma non può gestire tutto da sola, serve un'importante collaborazione con la famiglia per determinati aspetti". Tamburelli sottolinea anche le difficoltà pratiche: "Con 600 studenti che ho nella mia scuola quanti metal detector servirebbero? Diventeremmo come un aeroporto, controllando zaini e persone. Sarebbe poco gestibile". La preside chiede piuttosto maggiori strumenti per intervenire in casi di sospetto, senza creare discriminazioni: "Noi dirigenti sappiamo benissimo chi nelle nostre scuole sono i soggetti fragili, magari sarebbe utile che fossimo messi in condizione di fare maggiore attenzione a queste persone".

Più netto il parere di Gianluca Spagnolo, preside del Liceo Sella: "Non siamo una realtà complessa nella nostra provincia. La scuola deve essere un luogo sereno, non uno spazio di controllo. I ragazzi non meritano di essere trattati come sospetti". Spagnolo ricorda i progetti di educazione civica già attivi e sottolinea che episodi simili potrebbero avvenire ovunque: "È successo a scuola, ma poteva accadere altrove. In certe realtà i metal detector possono essere utili, ma qui dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro: educare e far crescere i ragazzi. Se fossero messi a scuola allora andrebbero considerati anche nei locali, nei centri commerciali, ma mi chiedo che senso avrebbe".

Più riflessiva la posizione di Marialuisa Martinelli, preside del Gae Aulenti: "Il dibattito è molto acceso e la gravità di quanto accaduto impone rispetto. È il momento di una riflessione personale e condivisa su ciò che ciascuno può fare per cercare di cambiare le cose".

s.zo.

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