Terzo appuntamento di questo 2026 per la rubrica settimanale “Riascoltati per voi”. Riprendiamo il nostro cammino, destinazione 1996: un anno pieno di suoni nuovi, di energia, di speranze, ma anche di un album che, con la sua malinconia e la sua eleganza, ha fatto scuola. Vi dirò di più: questa settimana è stato qualcosa di speciale rimettere le mani su un disco come questo. Non è sicuramente il più famoso dei R.E.M., credo però sia il più “vero”. Oggi saliamo sulla nostra auto immaginaria, direzione Stati Uniti, finestrini abbassati e questo album come colonna sonora. Un po’ on the road, un po’ meditativo, “New Adventures in Hi-Fi” è un diario di viaggio in forma di canzone.
Nel 1996, i R.E.M. erano all’apice della carriera. Dopo gli strepitosi successi dei bellissimi album “Out of Time” e “Automatic for the People", che li avevano elevati tra le band più amate del mondo, decidono di registrare un disco “in movimento”. Infatti, gran parte dei brani di questo disco hanno preso vita durante il tour di “Monster", registrato nei soundcheck, nei backstage, nelle camere d’albergo. Un po’ dove capitava! Ne esce un disco sporco ma autentico.
In quest’album ci sono canzoni che mescolano schitarrate grezze che si alternano a momenti di pura poesia. Come ad esempio in “E-Bow the Letter”, con la voce dolce di Patti Smith, una lettera sospesa tra nostalgia e sogno. Anche la stessa “Leave” è ipnotica, con quel suono continuo che sembra un allarme per la nostre anime. Come non citare “Electrolite”, che chiude il disco con leggerezza, come un arrivederci malinconico alla fine del secolo.
Gli arrangiamenti e la parte strumentale di questo disco non sono di certo troppo perfetti, anzi, si è voluto e pensato di più all’immediatezza, all’essere d’impatto. Infatti, le chitarre di Peter Buck sono più libere del solito, spesso improvvisate, così come la linea di basso di Mike Mills dipinge melodie invece di limitarle. Mentre la sezione ritmica di Bill Berry (questo è stato il suo ultimo album prima di lasciare la band) dà un senso di movimento costante. L’album è una sorta di addio simbolico alla formazione originale dei R.E.M., pubblicato per chiudere e ricordare a tutti un’epoca per loro irripetibile.
Cosa mi ha lasciato questo LP? Beh, sicuramente riascoltare “New Adventures in Hi-Fi” mi ha ricordato che la musica può essere un diario, una raccolta di momenti e luoghi.
Non è il classico disco “da tutti i giorni”, ma è uno di quelli che tornano a trovarti nei momenti giusti. Non serve ascoltarlo tutto d’un fiato: basta lasciarsi accompagnare, una traccia alla volta, come tappe di una mappa emotiva. Credo sia però sincero, umano e allo stesso tempo imperfetto, proprio come tutti noi. Buon ascolto!
I miei brani preferiti sono: "How the West Was Won and Where It Got Us", "The Wake-Up Bomb", "E-Bow the Letter", "Leave", "Bittersweet Me" e "Electrolite".
Voto: 9
Tracce:
1) How the West Was Won and Where It Got Us – 4:31
2) The Wake-Up Bomb – 5:08
3) New Test Leper – 5:26
4) Undertow – 5:09
5) E-Bow the Letter – 5:24
6) Leave – 7:18
7) Departure – 3:28
8) Bittersweet Me – 4:07
9) Be Mine – 5:33
10) Binky the Doormat – 5:00
11) Zither – 2:35
12) So Fast So Numb – 4:13
13) Low Desert – 3:31
14) Electrolite – 4:03
Durata: 65 minuti.
Formazione:
- Michael Stipe - voce, synth.
- Peter Buck - chitarra, basso, banjo, bouzouki, mandolino, sitar elettrico.
- Mike Mills - basso, pianoforte, organo Hammond, synth, mellotron, tastiera.
- Bill Berry - batteria, percussioni, basso, synth, chitarra acustica.
Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “New Adventures in Hi-Fi” dei R.E.M., il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.
Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, Il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!





