Nel pomeriggio, come anticipato nella giornata di ieri, l’attenzione sulle valanghe resta alta su gran parte dell’arco alpino nord-occidentale. Le mappe di avalanche.report mostrano un quadro in peggioramento, con un’estensione più ampia delle aree a criticità elevata.
In diverse aree del Piemonte, il bollettino indica un grado di pericolo 4 – “forte”, con tendenza all’aumento anche in vista di lunedì 19. Tra le zone interessate vi sono: Alpi Graie e Alpi Cozie (anche di confine) e, più a sud, Alpi Marittime – Liguri e Alpi Cozie meridionali, dove il grado 4 viene raggiunto alle quote medie e alte nel corso della mattinata e dove “le escursioni nelle zone ripide sono sconsigliate”.
L’aumento del rischio è associato a neve fresca e vento: il bollettino segnala nevicate persistenti (anche sino a bassa quota, con riferimenti fino a 900-1000 metri in alcuni settori) e vento da moderato a forte in prossimità delle cime. In questo contesto, il problema principale diventa la formazione di lastroni da vento, soprattutto vicino alle cime, nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza, con la possibilità che le valanghe coinvolgano anche la neve vecchia e raggiungano dimensioni importanti. Arpa Piemonte avverte che i distacchi possono avvenire già al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali, con possibili distacchi a distanza.
In alcune aree, il bollettino evidenzia che lungo i percorsi abituali le valanghe possono raggiungere dimensioni tali da minacciare localmente vie di comunicazione alle quote più alte.

Focus sull'area Biellese
Per i settori alpini più prossimi al Biellese, il bollettino colloca il quadro su livelli da moderato a marcato a seconda delle aree: grado 3 – “marcato” sulle Alpi Pennine e grado 2 – “moderato” sulle Alpi Lepontine (Nord e Sud), con una tendenza stabile per il settore penninico e in aumento per quello lepontino verso lunedì.
I problemi valanghivi segnalati di queste zone riguardano soprattutto neve fresca e neve ventata e la presenza di strati deboli persistenti, con accumuli in prossimità delle creste, nelle conche e nei canaloni. Il bollettino richiama anche i segnali tipici di instabilità del manto nevoso, come i rumori di “whum” e la comparsa di fessure al passaggio.
Nel pomeriggio il contesto resta delicato, con una situazione che richiede molta esperienza nella valutazione del rischio e una scelta dell’itinerario molto prudente, soprattutto fuori dai tracciati controllati.
Consigli e buone pratiche
- Evitare i pendii ripidi e le zone di accumulo (creste, conche, canaloni, dietro ai cambi di pendenza), soprattutto alle quote medio-alte indicate dal bollettino.
- Rinunciare alle uscite fuori pista e fuori itinerari sicuri: in diverse aree le condizioni vengono definite pericolose e le escursioni in terreno ripido risultano sconsigliate.
- Prestare attenzione a segnali come “whum”, fessure nella neve e difficoltà di lettura del terreno con cattivo tempo (punti pericolosi “frequenti e appena individuabili”).
- Pianificare con cura e scegliere itinerari conservativi: il bollettino richiama la necessità di prudenza e di una valutazione esperta del pericolo.
- In caso di dubbi, scegliere mete a rischio minore o rimandare: con pericolo in aumento, la rinuncia può essere la scelta più sicura.





