COSTUME E SOCIETÀ - 16 gennaio 2026, 06:50

Biella, dopo 20 anni Fra Pogni saluta il Walhalla: “È stata una grande avventura, lascio il testimone in buone mani”

L'intervista allo storico barman biellese: “La fortuna più grande è stata quella di lavorare con il sorriso e di conoscere persone meravigliose. Dai tanti messaggi che sto ricevendo in queste ore ho capito di aver lasciato una bella traccia del mio passaggio”.

“È stato un bel viaggio ma è giusto lasciar spazio ai giovani. Me ne vado senza rimpianti e affronto questa nuova fase della vita con un sorriso di speranza, occhi commossi e un pizzico di malinconia”. A parlare Francesco Pogni, noto barman e titolare del Walhalla Cocktail Bar, uno degli storici locali della movida biellese. 

La notizia del tuo addio, rilanciata sui tuoi canali social, ha colpito tutti: come sei giunto a questa decisione?
“Diversi i motivi ma soprattutto ho bisogno di nuovi stimoli. Ho ancora entusiasmo e una carica incredibile ma vado verso i 41 anni. Ho preso coscienza che sia arrivato il momento di passare il testimone a persone più giovani di me che portino avanti la storia di questo locale, da sempre uno dei luoghi più preferiti dalle nuove generazioni. Tranquilli, lascio tutto in buone mani”. 

Hai aperto il 14 settembre 2006, a soli 21 anni, puoi tracciare un bilancio di questi 20 anni?
“Sembra ieri che mi affacciavo per la prima volta in questo mondo aprendo le porte del Walhalla. 20 anni trascorsi molto velocemente e intrisi di ricordi indelebili. Perfino i brutti momenti sono diventati occasioni e opportunità da cui ne è scaturito del bene. La mia fortuna più grande è stata quella di lavorare con il sorriso e di conoscere persone meravigliose. Dai tanti messaggi che sto ricevendo in queste ore ho capito di aver lasciato una bella traccia del mio passaggio. Il mio locale era una seconda casa: un luogo di convivialità, spensieratezza e divertimento. E sono sicuro che continuerà ad esserlo”. 

Qual è stato il momento più bello?
“Difficile elencarli tutti: sicuramente i 10 e i 18 anni del locali festeggiati in allegria. Ma anche un momento personale: assistere di persona al momento della partenza del Giro d'Italia in piazza Duomo con migliaia di persone provenienti da zone diverse. In quel momento, come durante Bolle di Malto o nei giorni dell'Adunata degli Alpini, ho compreso quanto sia enorme il potenziale di Biella e quanto il territorio può offrire ai suoi abitanti. Basta davvero poco che la nostra città sia una meta invidiata da tutti”. 

E quello più complicato?
“Gli anni del Covid. Le prime settimane sono state toste: non poter far il proprio lavoro, vedere il locale chiuso. Ho provato momenti di profondo sconforto ma ho saputo incalanare le mie energie in progetti positivi per una piena rinascita interiore. Ho rafforzato la mia passione per questo lavoro tanto da rilevare e rilanciare un nuovo locale, come il Caffè degli Artisti in via Duomo”. 

Quale consiglio daresti ad un giovane di 21 anni intenzionato ad aprire un nuovo locale? 
“Oggi non è facile, è cambiato tutto dai miei tempi. Ma la costanza, il coraggio di crederci, avere una mentalità aperta sono tutti aspetti che fanno la differenza”. 

Ora, quale futuro ti attende?
“Quasi per un gioco del destino sono stato contattato da diverse scuole e, recentemente, ho ripreso in mano un mio vecchio attestato di formatore. Il sogno sarebbe quello di formare i ragazzi di domani trasmettendo le mie competenze e i valori che ho sempre portato avanti nel mio ambito di lavoro; mi dedicherò inoltre ai catering dei matrimoni e agli eventi privati.
Un mio desiderio sarebbe quello di aprire una scuola di formazione nel Biellese ma solo il tempo definirà meglio ciò che mi attenderà in futuro”.

g. c.

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