Un altro grave episodio di violenza si è consumato all'interno della Casa Circondariale di Biella. Questa mattina, 11 gennaio, a seguito di una perquisizione ordinaria che ha portato al rinvenimento di un telefono cellulare, i detenuti di origine straniera occupanti della cella interessata hanno reagito con un atteggiamento aggressivo culminato in una vera e propria aggressione fisica nei confronti degli agenti di Polizia Penitenziaria intervenuti.
Lo riporta il SiNAPPE nella parole del vicesegretario regionale per il Piemonte e la Valle d'Aosta Matteo Ricucci: "I fatti di Biella sono la punta di un iceberg. L'aggressività di alcuni ristretti, galvanizzata dall'impunità percepita e dalla cronica carenza di organico, sta mettendo in ginocchio la Polizia Penitenziaria. I colleghi intervenuti hanno agito con la consueta professionalità ma sono stati esposti a un rischio inaccettabile semplicemente per aver fatto il loro dovere".
Sulla stessa linea d'onda il segretario nazionale del SiNAPPe, Raffaele Tuttolomondo, che ha espresso la sua ferma condanna per l'accaduto e la piena solidarietà ai colleghi coinvolti. "Non è accettabile – dichiara - che un’operazione di routine come il ritrovamento di un cellulare si trasformi in un’aggressione violenta. Il telefono in cella è un illecito grave ma la reazione violenta è un segnale ancora più preoccupante".
Per Tuttolomondo servono "trasferimenti immediati dei detenuti violenti, strumenti di difesa idonei e un piano di riorganizzazione serio che ripristini la legalità e la dignità del lavoro del personale di Polizia Penitenziaria. Al personale intervenuto va il nostro riconoscimento e si chiede all'amministrazione di avanzare richiesta di ricompensa a tutti i poliziotti penitenziari intervenuti”.





