Valle Elvo - 04 dicembre 2025, 10:29

Occhieppo Inferiore, lavori nel torrente Elvo: il Comitato Tutela Fiumi chiede chiarimenti

Il Comitato ha inviato comunicazione al Comune di Occhieppo Inferiore, alla Provincia di Biella e agli enti coinvolti

Occhieppo Inferiore, lavori nel torrente Elvo: il Comitato Tutela Fiumi chiede chiarimenti

Occhieppo Inferiore, lavori nel torrente Elvo: il Comitato Tutela Fiumi chiede chiarimenti

Il Comitato Tutela Fiumi di Biella ha inviato comunicazione al Comune di Occhieppo Inferiore, alla Provincia di Biella e agli enti coinvolti, esprimendo forti perplessità sui lavori di sistemazione idraulica avviati nel torrente Elvo e già in corso in questi giorni. Secondo il Comitato, l’autorizzazione provinciale rilasciata il 21 novembre al Comune per operare in alveo e mettere in secca un tratto del torrente non considererebbe pienamente alcune norme e precauzioni previste dalla Regione Piemonte.

In particolare il Comitato sostiene che nella determina non sia verificato se la documentazione progettuale rispetti effettivamente tali prescrizioni, soprattutto per quanto riguarda le attività di cantiere e i ripristini finali. Un secondo punto riguarda il senso di marcia dei lavori: la normativa regionale indica che gli interventi in alveo dovrebbero procedere da valle verso monte, mentre nel caso del torrente Elvo è stato autorizzato un cantiere che procede da monte verso valle, senza che nella determina siano spiegate le motivazioni. Il Comitato evidenzia anche che i lavori sono stati autorizzati in mesi che coincidono con la riproduzione della fauna ittica salmonicola (ottobre–febbraio), periodo nel quale la normativa consiglia di evitare interventi in alveo. L’area interessata, infatti, presenta fauna tipica delle zone salmonicole.

Un ulteriore elemento critico riguarda i ripristini finali: la normativa regionale richiede lo smantellamento tempestivo dei cantieri e il recupero morfologico e vegetativo delle aree coinvolte. 

Il Comitato sottolinea anche che la relazione tecnica del progetto non specifica chiaramente come debbano essere effettuati i ripristini morfologici e che non è indicato l’obbligo di accantonare il materiale di grossa pezzatura per le fasi finali di rinaturalizzazione, come invece prevede la normativa.

Un altro punto riguarda la provenienza dei massi per le scogliere: il progetto prevede l’utilizzo di massi da cava con volume minimo di 0,8 m³, e il Comitato chiede che questo requisito sia rispettato, insieme al divieto di usare per le scogliere gli inerti presenti in alveo, che devono essere invece destinati alla rinaturalizzazione.

Alla luce di tutte queste osservazioni, il Comitato chiede che: i ripristini ambientali non siano rimandati nel caso in cui le risorse economiche non bastassero a completare tutte le opere previste; eventuali lotti di lavoro siano strutturati in modo da completare ripristini e opere senza dover tornare a intervenire più volte sugli stessi tratti di alveo; i massi da cava rispettino le dimensioni indicate nel progetto; venga controllato che il materiale in alveo non venga usato per le scogliere e non venga portato fuori dal cantiere; le osservazioni siano considerate anche per future autorizzazioni.

Il Comitato chiede inoltre che gli enti incaricati dei controlli e dei collaudi prestino particolare attenzione alla corretta applicazione delle norme di settore e alla piena rispondenza alle previsioni progettuali.

s.zo.

SU