Confartigianato Trasporti Piemonte rilancia l’allarme già espresso dalla federazione nazionale di Confartigianato Trasporti sull’articolo 26 del Ddl Bilancio 2026, che blocca la compensazione dei crediti d’imposta e colpisce in modo diretto il settore dell’autotrasporto merci per conto terzi.
Il provvedimento, se confermato, rischia di produrre ricadute pesantissime anche in Piemonte, dove operano circa 3mila micro e piccole imprese dell’autotrasporto, spesso a conduzione familiare, che rappresentano un segmento essenziale per la logistica della manifattura regionale.
Tra i crediti che dal 1° luglio 2026 non sarebbero più compensabili rientra anche il rimborso delle accise sul gasolio professionale. Una misura che, a livello nazionale, bloccherebbe la compensazione di quasi 1,8 miliardi di euro. Tradotti sul territorio, questi numeri delineano una potenziale emergenza finanziaria: una società di persone che utilizza tre mezzi, con un consumo medio annuo di circa 88.000 litri, ha diritto a un rimborso pari a 0,229 euro al litro, ovvero circa 19.000 euro.
“Il rischio concreto – viene evidenziato – è che migliaia di imprese piemontesi debbano versare immediatamente i contributi previdenziali e assistenziali, attendendo poi tempi lunghi per ottenere il rimborso del credito sulle accise. Un meccanismo che capovolge la logica del credito d’imposta e che mette in sofferenza soprattutto le imprese più piccole, quelle che trainano la logistica locale. La misura, così com’è, non colpisce i frodatori, ma scarica la carenza di cassa e la complessità dei controlli su imprese oneste che vantano un credito certo e previsto dalla legge. Chiediamo pertanto che l’articolo 26 venga abrogato o che sia introdotta una deroga specifica per il credito maturato sull’uso del gasolio professionale”.
Confartigianato Imprese critica inoltre l’aumento delle accise sul gasolio previsto dalla Legge di Bilancio 2026, che scatterà dal 1° gennaio con un incremento di 4 centesimi al litro. Il provvedimento, secondo l’associazione, aggraverà i costi di gestione per circa 4,2 milioni di veicoli commerciali, compromettendo la competitività delle imprese artigiane.
“Le categorie sotto le 7,5 tonnellate, che a livello nazionale rappresentano 4,2 milioni di veicoli e non hanno diritto al rimborso delle accise, subiranno un ulteriore aumento dei costi non rimborsato, pari a 4,5 centesimi al litro dal 1° gennaio 2026. Ricordiamo che l’Italia applica accise tra le più alte d’Europa, superiori del 25% alla media europea. A incidere ulteriormente sui bilanci aziendali ci sono poi le assicurazioni, aumentate tra il 10% e il 30% nell’ultimo biennio”.
Il quadro piemontese conferma queste criticità: “La maggioranza delle imprese dell’autotrasporto nella nostra regione sono micro aziende con uno o due mezzi. Non parliamo di grandi realtà, ma di famiglie che tengono in piedi la logistica del territorio. Bloccare la compensazione del credito sulle accise significa togliere ossigeno a chi lavora in modo onesto e regolare. Una misura del genere rischia di mandare in crisi centinaia di imprenditori, proprio mentre carburante, manutenzioni e assicurazioni continuano ad aumentare, senza contare le continue modifiche normative, la carenza di personale e la riduzione delle commesse”.
Un appello arriva anche da Confartigianato Imprese Biella: “Chiediamo con forza che il Parlamento intervenga subito: quello sul gasolio professionale non è un credito di favore, ma un riconoscimento stabilito per legge – commenta Massimo Foscale, direttore di Confartigianato Imprese Biella –. Escluderlo dalla compensazione significherebbe penalizzare ingiustamente un intero settore che garantisce ogni giorno rifornimenti, consegne e mobilità alle nostre aziende”.





