È ormai frequente leggere di episodi in cui cani aggrediscono passanti, runner o altri animali durante una semplice passeggiata. Notizie che colpiscono, ma che impongono una riflessione più ampia: dietro ogni episodio c’è l’istinto animale… ma più spesso la scarsa consapevolezza del padrone.
La legge, nonostante non abbia particolare seguito, prevede già alcune regole di base. Secondo quanto stabilito dal Ministero della Salute, ogni cane deve essere condotto al guinzaglio non superiore a un metro e mezzo nelle aree urbane e il proprietario deve avere sempre con sé la museruola, da utilizzare nei casi in cui sia necessario. Misure molto spesso ignorate, utili a garantire la sicurezza delle persone e degli stessi animali.
Gli esperti si sono già espressi: “Non è colpa del cane, ma di chi lo gestisce. Non esistono cani ‘cattivi’ ma solo mal gestiti.” Il problema nasce quando chi sceglie un cane lo fa solo per motivi estetici, senza informarsi sul temperamento e sulle esigenze dell’animale. Occuparsi di un cane significa conoscerlo, educarlo e capire come reagisce in determinate situazioni.
Ogni razza, infatti, ha una propria indole: i cani da pastore, come i Border Collie o i Maremmani, sono vigili e protettivi; i cani da caccia, come Setter o Pointer, sono energici e guidati dall’istinto; i molossoidi, come Rottweiler o Mastini, hanno forza e territorialità marcate; ma i cani da compagnia, come Labrador o Golden Retriever, sono invece selezionati per la loro docilità e socievolezza.
“Nessun cane è prevedibile al cento per cento: ciò che fa la differenza è la consapevolezza di chi lo alleva e lo conduce.”
Sul piano giuridico, l’articolo 2052 del Codice Civile stabilisce che il proprietario o chi utilizza l’animale è sempre responsabile dei danni che questo provoca, salvo casi eccezionali di forza maggiore o evento imprevedibile. La responsabilità è oggettiva e diretta, anche sul piano della legalità.
Il “patentino” per i proprietari: la Lombardia fa da apripista
Per prevenire episodi di aggressione e garantire una corretta convivenza tra cani e persone, la Regione Lombardia ha approvato nel maggio 2025 un progetto di legge che introduce il cosiddetto “patentino per proprietari di cani di razze più impegnative”.
Il testo, approvato all’unanimità dalla Commissione Sanità regionale e trasmesso al Parlamento come proposta nazionale, è intitolato “Norme specifiche per alcune tipologie di cani a tutela del loro benessere e della pubblica incolumità”.
Secondo quanto riportato da Sky TG24, l’obiettivo è duplice: aumentare la sicurezza pubblica e tutelare gli stessi animali, troppo spesso affidati a persone inesperte.
La legge introduce una “save list” di circa 27 razze o tipologie di cani: Dogo Argentino, Fila Brasileiro, Tosa giapponese, American Pit Bull Terrier, Pit Bull Terrier, Staffordshire Bull Terrier, American Staffordshire Terrier, Bullmastiff, Rottweiler, Cane Corso, Perro de Presa Canario (Presa Canario o Mallorquín), American Bulldog, Cane da Pastore di Charplanina, Cane da Pastore dell’Anatolia, Cane da Pastore dell’Asia Centrale, Cane da Pastore del Caucaso, Cane da Pastore Maremmano Abruzzese, Cane da Serra da Estrela, Rafeiro do Alentejo, Rhodesian Ridgeback, Tosa Inu, Bandog, Boerboel, Akita Inu, Cane Lupo Cecoslovacco, Cane Lupo di Saarloos, Cane Lupo Italiano.
Chi decide di possedere uno di questi animali dovrà:
- frequentare un corso teorico di almeno 10 ore e un corso pratico di 6 ore;
- sostenere un test finale di idoneità (CAE-1), in collaborazione con l’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI);
- rispettare eventuali misure restrittive in caso di mancato superamento dell’esame (uso obbligatorio di guinzaglio e museruola, percorsi educativi aggiuntivi o, nei casi più gravi, sequestro dell’animale).
Il progetto lombardo non è ancora una legge nazionale, ma – come riportato anche sul sito istituzionale della Regione Lombardia – potrebbe diventare un modello da estendere ad altre regioni, come parte di una futura normativa unificata.
In attesa che il Parlamento valuti l’estensione del patentino, restano pienamente valide le norme già in vigore:
- Guinzaglio (lunghezza massima di 1,5 metri) e museruola sempre a disposizione, come previsto dall’ordinanza del Ministero della Salute pubblicata in Gazzetta Ufficiale;
- Responsabilità civile e penale del proprietario, secondo l’articolo 2052 del Codice Civile;
- Rispetto dei regolamenti comunali, che possono introdurre ulteriori obblighi e sanzioni, come previsto anche dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie (R.D. 27 luglio 1934 n. 1265).
Anche nel Biellese il tema è attuale. Negli ultimi mesi sono arrivate diverse segnalazioni di cittadini che, durante passeggiate o escursioni, si sono imbattuti in cani lasciati liberi e talvolta aggressivi.
Già nell’ottobre 2024 il Comune di Biella aveva annunciato una stretta sui controlli: dopo l’aumento degli episodi l’amministrazione aveva illustrato che a causa delle “segnalazioni sempre più frequenti di cani tenuti al guinzaglio, spesso di grossa taglia, che aggrediscono o tentano di aggredite persone e animali” si rendeva necessaria la stretta.
“Incremento della sorveglianza e applicazione di sanzioni più severe” ricordando che il guinzaglio non è una punizione, ma una regola di civiltà e sicurezza.
La vera prevenzione non passa solo dalle multe, ma soprattutto dall’educazione dei proprietari.
Chi decide di prendere un cane deve farlo con piena consapevolezza: conoscere la razza, rispettarne le caratteristiche e comprendere che ogni animale, anche il più docile, può reagire d’istinto se si sente minacciato o spaventato.
Come ricordato più volte anche dal Ministero della Salute sul proprio sito istituzionale, «la corretta gestione del cane è fondamentale per il benessere dell’animale e per la sicurezza dei cittadini».
Guinzaglio e museruola non sono strumenti di costrizione, ma mezzi di tutela per tutti – persone e animali compresi.
Un cane educato e seguito con equilibrio non è mai un pericolo e la scelta consapevole del proprietario resta la prima, e più efficace, forma di prevenzione.





