Il suolo piemontese continua a ridursi. Tra il 2023 e il 2024 la regione ha perso 503 ettari netti, raggiungendo un totale di 171.136 ettari di superfici artificiali, pari al 6,74% dell’intera area regionale.
Sono i dati del nuovo Rapporto SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, diffuso da ISPRA e ARPA Piemonte il 23 ottobre 2025.
Il ritmo di trasformazione resta alto: ogni giorno in Piemonte viene coperta da asfalto, edifici o impianti per una superficie pari a due campi da calcio, circa 600 metri quadrati all’ora.
In termini assoluti, la regione si colloca all’ottavo posto in Italia per nuovi consumi, prima nel Nord-Ovest per incremento percentuale (+0,29%), e quarta nel Nord Italia, pur restando sotto la media nazionale (+0,36%).
Nel 2024, a livello italiano, sono stati trasformati 84 chilometri quadrati di suolo, con un aumento del 16% rispetto al 2023.
Solo 5,2 km² sono tornati a una condizione naturale, a fronte di una perdita netta di 78 km²: in pratica, ogni ora scompare una superficie di 10.000 metri quadrati di terreno naturale.
I livelli più alti di consumo si registrano in Lombardia, Veneto e Campania, mentre Valle d’Aosta, Liguria e Molise sono le regioni con le perdite più contenute.
Il Piemonte mantiene una densità di consumo di 1,98 m²/ettaro, inferiore alla media nazionale (2,61), ma il fenomeno resta disallineato rispetto alla crescita della popolazione.
Nel 2024, per ogni nuovo abitante piemontese, sono stati consumati quasi due ettari di suolo. Un dato che evidenzia un utilizzo del territorio ancora poco sostenibile.
A livello regionale, l’espansione riguarda soprattutto le aree urbane e periurbane, in particolare la cintura torinese, i poli logistici e le aree industriali.
Un ruolo crescente è svolto dai campi fotovoltaici a terra, che nel 2024 hanno occupato oltre 160 ettari, pari a circa il 30% del consumo totale regionale, concentrati nel Vercellese, ma anche in Alessandrino, Cuneese, Torinese e Biellese.
Biella: fotovoltaico in crescita a Cerrione e Mottalciata
Nel Biellese il fenomeno è legato in particolare ai nuovi impianti fotovoltaici a terra realizzati a Cerrione e Mottalciata.
Pur non essendo tra le province con i valori più alti, Biella conferma una tendenza ormai consolidata: la diffusione di impianti energetici e piccoli interventi distribuiti sul territorio contribuisce comunque a un consumo costante di suolo agricolo e naturale.
Il record di consumo 2024 spetta a Vercelli, con 109 ettari trasformati — un valore mai raggiunto in passato — in gran parte dovuto ai grandi impianti fotovoltaici di Trino e Alice Castello e ai poli logistici di Greggio e Balocco.
Seguono Cuneo (132 ettari) e Torino (118 ettari), dove incidono cantieri infrastrutturali, aree produttive e centri logistici.
Novara conferma la crescita del comparto logistico con il Polo Santa Rita, mentre Alessandria è interessata dai lavori del Terzo Valico dei Giovi e da nuovi impianti fotovoltaici.
Nel confronto tra superfici amministrative, la densità di consumo più alta si registra a Vercelli (5,23 m²/ha), seguita da Novara (3,65 m²/ha), rispetto a una media regionale di 2,19 m²/ha e nazionale di 2,78 m²/ha.
Rischio idrogeologico e terreni agricoli. Il rapporto segnala 18 ettari di nuovi consumi in aree a pericolosità idraulica elevata, 41 ettari in aree a rischio medio e 102 ettari in zone a rischio basso.
Tra gli interventi in area protetta figura l’ampliamento di circa 4 ettari del centro sportivo “Robaldo” di Torino.
Inoltre, 28 ettari dei nuovi consumi (pari al 6%) interessano suoli agricoli di prima classe, cioè i più fertili e produttivi del territorio.





