Sui social, come sua presentazione, ha scritto: “Mamma, moglie, insegnante, amministratore pubblico e volontaria”. Una presentazione che dice tanto sulla sua persona. Prima di tutto, chi è Mariella Biollino?
Ho frequentato il liceo classico Q. Sella a Biella ancora nella vecchia sede di Piazza Martiri, poi l’università a Torino, facoltà di lettere, dove mi sono laureata nel 1973 con il grande medievalista Giovanni Tabacco, con una tesi sul Capitolo di S. Stefano di Biella, analizzando per quasi due anni i documenti del 1300 e le pergamene del Capitolo. Pur avendo scelto una tesi di storia medievale, non mi venne neanche in mente di prendere in considerazione il Ricetto di Candelo. Era lì da 700 anni circa tra erbacce e topi, non considerato nemmeno dai Candelesi. Candelo a quel tempo era un paese poco appetibile per la residenza, in cui venivano mandati al confino alcuni malavitosi, proprio perché era anonimo: un semplice puntino sulla carta geografica. Ed io, al liceo, mi vergognavo quasi a dire che abitavo a Candelo. Quanta strada da allora..
Per anni ha insegnato lettere alle medie di Candelo, poi si avvicinò al mondo del volontariato.
Fino all’età di quarant’anni circa mi dedicai alla famiglia, alle mie due figlie e al lavoro di docente di lettere presso la scuola Media di Candelo, e già allora la routine non era alla base del mio agire, Facevo progetti innovativi coi ragazzi con l’uso anche della telecamera: videogiornali, mini-documentari sulla storia locale, depliants sul Ricetto e la Baraggia, giornali di classe, e mio marito mi aiutava con la parte musicale componendo canzoni ad hoc come “Il mio paese” e “Vecchio ricetto”. Qui incontrai la mia prima maestra di vita: la preside Lidia Castagnetti, che mi insegnò moltissimo sul lavoro di gruppo e sul coordinamento generale. Tutto questo servì molto per il mio ruolo di futuro amministratore. Poi cominciai a dedicarmi al volontariato, organizzando eventi ed iniziative all’oratorio di S. Lorenzo e S. Pietro.
La svolta avvenne nel 1992 quando mi proposero di far parte della nascente Proloco. Qui incontrai il mio secondo maestro di vita, il cavalier Felice Aondio, primo presidente proloco e inventore dell’Agriturist in Italia. Mi insegnò l’importanza della promozione turistica, dell’organizzazione e, soprattutto, mise in primo piano “Il catenaccio della qualità, sempre” . Con lui e pochi altri (nessuno ci credeva!) inventammo a tavolino Candelo in fiore, prima, e subito dopo Vinincontro, caratterizzato da concorsi fotografici nazionali, degustazioni di vini locali e tanti altri appuntamenti sempre con una forte matrice culturale.
Candelo negli anni ha subito profonde trasformazioni, in particolare il Ricetto. Dopo aver ricoperto la carica di presidente della Proloco, è poi stata Sindaco dal 1999. Quanto è cambiato in questi anni il Ricetto, come è cresciuta la sua attrazione turistica?
Erano tempi difficili perché nessuno credeva al turismo allora, ma Candelo lanciò la sua sfida con la Proloco turistica e i risultati furono subito incoraggianti. Quando nel 1995 Aondio lasciò la Presidenza, presi il suo posto al vertice e incominciai un’azione di promozione e valorizzazione dal nulla creando contatti, relazioni in regione e con i tour operators, con un gruppo coeso di collaboratori, ognuno col suo ruolo specifico, tutti spinti dall’amore per il paese. Fu un bellissimo periodo.
Poi nel 1999, “spinta dalla gente” e anche dalla mia famiglia (che poi si pentì!), con un gruppo di persone di grandi competenze, mi candidai a Sindaco: una donna, che non si era mai occupata di amministrazione in mezzo a tanti uomini, da sempre impegnati in politica. Fui eletta e fu un grande successo, ma fu anche l’inizio di un impegno molto importante, perché allora una donna doveva lavorare 10 volte di più di un uomo per avere la stessa credibilità. La passione e l’amore per il mio paese, la caparbietà e la volontà di portare avanti un progetto di sviluppo fecero il resto. Importante era avere ben chiara la visione della Candelo del futuro e sempre progetti integrati pronti nel cassetto per richiedere contributi regionali, ministeriali ed anche europei, perché il comune di Candelo aveva pochi fondi.
Mi rimboccai le maniche e pensai a una Candelo futura, residenziale. Candelo, grazie a Ricetto e Baraggia, su mio stimolo, ottenne certificazioni e marchi a livello regionale e nazionale tra il 2002 e il 2008: Borgo più bello d’Italia, Bandiera arancione, Borgo sostenibile, Meraviglia italiana, convenzione con la Città di Milano in occasione di Expo per spazi gratuiti per promuovere il paese e alcune aziende artigianali locali. Lo stesso titolo di Città, concesso dal Presidente della Repubblica nel 2002, deriva dalle sue bellezze culturali e naturali (come il Ricetto, la Baraggia). La fatica è stata grande, i risultati hanno dato e stanno dando ragione, ma c'è ancora molto da lavorare su questo. Non c’è infatti un adeguato orgoglio di appartenenza, come invece si nota in altre realtà.
Fui eletta Sindaco per due mandati, poi proseguii come Vice Sindaco a Candelo e, in parallelo, come assessore in Provincia per istruzione, cultura, turismo, pari opportunità. Unica donna eletta nel Consiglio provinciale e nella giunta. Un’altra esperienza che mi arricchì molto e ampliò il raggio delle relazioni umane. La creazione della Fondazione per la nascita dell’ ITS tessile e moda, il centro rete archivi tessile e moda, la creazione del Polo Liceale del Cossatese e Vallestrona, il progetto europeo euro-lab con comuni biellesi e stranieri e tanto altro ….tutti progetti di cui sono ancor oggi orgogliosa.
Fui rieletta Sindaco nel 2015-2019 per il terzo mandato con una squadra di giovani a cui insegnai tutto quello che sapevo. Fu un periodo intenso, lavoravo 12 ore al giorno, portai avanti il progetto di riqualificazione del centro storico-commerciale di Candelo con rifacimento piazza e del potenziamento della casa di riposo con un project financy complesso. Stretto il rapporto col sociale e Iris, di cui divenni presidente dell’assemblea dei sindaci .
Nel 2019 non si ricandidò per lasciare spazio ai giovani. In Iris è stata molti anni. Nonostante il Covid l'Iris con lei come Presidente ha avviato l'iter di un complesso e capillare processo di revisione dell'organizzazione dell'Ente e delle sedi territoriali con contestuale analisi e valutazione dei servizi e della spesa generale a partire dal 2020. Di che cosa si tratta?
Fu molto impegnativo il mio ruolo in Iris dal 2019 a maggio 2022 circa, anche perché i servizi sociali al tempo del Covid ebbero un ruolo prioritario. Avviai però un iter complesso e capillare, grazie all’aiuto dei tecnici del Consorzio, per una revisione generale dell’Ente, della sua spesa (senza ridurre il numero degli operatori) e dell’ organizzazione delle sedi territoriali, con lo scopo di gettare nuove basi per un futuro raccordo Iris-Cissabo, che purtroppo non c’è stato, anche se tutti i Sindaci Iris erano favorevoli. Ottime le relazioni e i rapporti coi sindaci tutti. Proprio in questo periodo ottenni il titolo di Cavaliere della Repubblica dal Presidente Mattarella, per tutto l’impegno profuso nel sociale e come ex amministratore pubblico.
In contemporanea, dal 2020, cominciai ad occuparmi anche del coordinamento volontari della biblioteca civica di Candelo e della sua progettualità per grandi e piccini, dell’associazione Centro Documentazione Ricetti che collabora con il Comune al fine di portare avanti la progettualità, di tenere i contatti con scuole, università, studiosi ed Enti, di ideare azioni legate alla promozione e valorizzazione dei Ricetto di Candelo, del sistema ricetti e dell’Ecomuseo candelese (mostre, convegni, eventi). Iniziai poi a collaborare con l’associazione Amici dell’ospedale di Biella nella ricerca fondi ed organizzazione eventi.
Ora continuo a dedicare parecchie ore del mio tempo alla Biblioteca Civica di Candelo, all’Associazione Amici Ospedale di Biella, e anche a UPB educa Biella sia per quanto riguarda i bandi, sia per un nuovo progetto legato all’invecchiamento attivo degli over 60, una sfida contro l’ageismo, perché è fondamentale promuovere il benessere psico-fisico e l’empowerment (autostima, autodeterminazione ) delle persone anziane, favorendone la partecipazione sociale e promuovendo il loro ruolo attivo nella società. E in questo ultimo aspetto mi riconosco in toto. Il volontariato aiuta gli altri, ma aiuta se stessi a sentirsi ancora vivi ed attivi nella società.





