Dopo due anni segnati da una crisi profonda, per il Lanificio Angelico si intravede finalmente una luce in fondo al tunnel. Il tribunale di Biella ha infatti omologato gli accordi sottoscritti dall’azienda con la maggioranza dei creditori, aprendo la strada a una possibile stabilizzazione. Un passaggio decisivo che rappresenta una vera boccata d’ossigeno per l’azienda, per i suoi 119 dipendenti e per l’intero territorio biellese, che rischiava di perdere uno dei suoi marchi storici.
Pur avendo attraversato nel tempo diverse trasformazioni, il Lanificio è sempre rimasto un’impresa a conduzione familiare. La crisi attuale ha preso avvio nel periodo post-pandemico, dopo lo stop prolungato della produzione industriale. In quel frangente, l’azienda ha sfiorato la chiusura definitiva, tuttavia la proprietà ha scelto di intraprendere un percorso di ristrutturazione, con il sostegno di diversi istituti bancari.
Per impostare il piano di salvataggio, l’azienda si è affidata a un team di giuristi esperti in materia di crisi d’impresa con l’obiettivo di evitare il fallimento.
Determinante, infine, il ricorso agli strumenti previsti dalla nuova normativa sulla crisi d’impresa, che consente di superare l’opposizione di singoli creditori in presenza di concrete prospettive di risanamento. Ed è proprio su questo punto che il tribunale ha basato la propria decisione, evidenziando nella sentenza l’“interesse alla conservazione dei posti di lavoro dei 119 lavoratori attualmente dipendenti ed il mantenimento in attività dell’impresa, radicata sul territorio e fonte di introiti, in definitiva, anche per gli stessi creditori istituzionali”.





