In un contesto alpino come quello biellese, ricco di valli suggestive e luoghi d’eccellenza spirituale e turistica come Oropa o la Valle Cervo, esistono intere porzioni di territorio, altrettanto affascinanti, ma spesso poco valorizzate. È il caso delle valli orientali – Valsessera, Valle Mosso e Valle Strona – luoghi montani che, per caratteristiche naturali, valore culturale e potenziale turistico, non sono inferiori ad altri distretti più noti, ma che risultano in ombra, rispetto alle più trafficate aree del territorio.
A portarle alla luce è Marco Macchieraldo, Guida Escursionistica della Regione Piemonte, che da anni valorizza l’intero Biellese, dai sentieri al paesaggio, dai luoghi più iconici alle vie meno praticate: “Queste valli sono le più selvagge e incontaminate della provincia e al pari delle altre hanno molto da offrire, sotto innumerevoli aspetti”.
Il versante orientale del Biellese si sviluppa lungo le valli del Torrente Sessera e dello Strona e comprende territori oggi amministrati principalmente dai comuni di Valdilana, Coggiola, Portula, Mosso, Soprana, Veglio e altri centri minori. Dal punto di vista geografico, l’area è delimitata a ovest dall’Oasi Zegna e a est dai primi rilievi valsesiani. A unire queste valli è una matrice paesaggistica e storica condivisa: ampi settori forestali e una fitta rete di sentieri, un tessuto di santuari montani, borghi diffusi, archeologia industriale e memorie religiose che oggi si rispecchiano nei cammini dedicati, percorsi ed eventi culturali.
La Valsessera rappresenta la valle più estesa e naturalisticamente rilevante. Completamente inserita nell’Oasi Zegna, l’Alta Valsessera custodisce formazioni d’interesse geologico e naturalistico, ancora intatto e preservato dall’intervento umano.
La Strada Forestale della Valsessera, che collega il Bocchetto Sessera alla Piana del Ponte, è il principale asse di fruizione, adatto a escursionisti e cicloturisti. Lungo il percorso si incontrano ruderi di ferriere, antichi canali, mulattiere carovaniere e ambienti montani integri. Non mancano le presenze faunistiche di particolare interesse naturale e fotografico, che si prestano ad un interesse legato al mondo dell’outdoor.
Le valli laterali dello Strona sono segnate da una forte identità culturale e produttiva. Qui hanno avuto origine i grandi lanifici biellesi, oggi in parte riconvertiti in musei d’impresa o progetti culturali. Ogni anno vengono organizzate mostre ed esposizioni tematiche che presidiano e valorizzano la storia industriale del territorio.
Sul piano religioso, la zona è punteggiata da luoghi sacri di rilievo: il Santuario della Madonna della Brughiera con le sue due chiese immerse nei pascoli; il Santuario del Cavallero, legato alla tradizione popolare e alla raccolta delle castagne; il Santuario della Novareia, accessibile e panoramico e quello di San Bernardo, meta di pellegrinaggi e iniziative culturali.
Cammini, rifugi e accoglienza diffusa, la rete sentieristica è articolata e adatta a vari livelli di preparazione. Accanto a itinerari tecnici (come l’Anello dell’Alta Valsessera o il Sentiero di Fra Dolcino, legato alla figura dell’eretico medievale) si affiancano percorsi accessibili, ideali per famiglie e camminatori occasionali. Rilevante è anche la rete dei rifugi e delle strutture d’accoglienza e non manca uno spunto gastronomico come la Paletta di Coggiola, salume tradizionale a lenta cottura.
Le valli orientali del Biellese rappresentano oggi una risorsa paesaggistica e strategica. In un contesto in cui la montagna rischia di diventare merce di consumo o – peggio – spazio abbandonato, queste valli offrono una terza via: un modello di turismo integrato, educativo e sostenibile.





