ATTUALITÀ - 23 luglio 2025, 06:50

Pistoletto al Nobel per la Pace: accettata la candidatura, si apre la fase del sostegno pubblico

Dopo l’annuncio ufficiale della candidatura al Nobel, parte la mobilitazione per sostenere l’artista biellese: l’arte è chiamata a porsi come diplomazia globale.

Pistoletto al Nobel per la Pace: accettata la candidatura, aperta la fase del sostegno pubblico - Foto di repertorio - Daniela Pellegrini

Pistoletto al Nobel per la Pace: accettata la candidatura, aperta la fase del sostegno pubblico - Foto di repertorio - Daniela Pellegrini

Non è (più) solo una notizia. È una chiamata all’azione. Dopo l’annuncio ufficiale della candidatura di Michelangelo Pistoletto al Premio Nobel per la Pace 2025, presentata lo scorso 21 febbraio dalla Fondazione Gorbachev insieme a Nobel Italia, la candidatura è stata formalmente accettata dal Comitato norvegese di Oslo. Ora, a pochi mesi dall’annuncio del vincitore previsto per ottobre, si apre una fase cruciale: costruire un forte sostegno pubblico e istituzionale attorno al nome dell’artista che più di ogni altro ha fatto dell’arte uno strumento di trasformazione sociale.

Michelangelo Pistoletto, classe 1933, è tra i fondatori dell’Arte Povera e uno dei nomi più riconosciuti a livello internazionale nel panorama artistico contemporaneo. La sua candidatura al Nobel non nasce da un’opera singola o da un’iniziativa isolata, ma da un pensiero coerente e radicale: l’arte può e deve essere motore di cambiamento collettivo, educativo, ecologico, relazionale.

È il concetto di “pace preventiva” – come lui stesso l’ha definito – che guida la sua azione: “Agire oggi per evitare le guerre di domani”. Una visione che ha preso forma in centinaia di iniziative legate al Terzo Paradiso, il celebre simbolo ideato da Pistoletto nel 2003, che reinterpreta il segno matematico dell’infinito, inserendo un terzo cerchio centrale, simbolo di equilibrio tra natura e artificio, scienza e coscienza, individuo e società.

Il Terzo Paradiso è oggi presente in oltre 40 Paesi attraverso installazioni, performance, progetti educativi, azioni civiche. Le cosiddette “Ambasciate Rebirth” sono diventate veri e propri presìdi di cittadinanza attiva, disseminati in scuole, musei, carceri, periferie, territori fragili e istituzioni internazionali, dalle Nazioni Unite alle comunità rurali del Sud del mondo.

La candidatura di Pistoletto al Nobel per la Pace è, di fatto, un riconoscimento a questa visione dell’arte come infrastruttura di pace, ponte tra differenze, linguaggio universale di cura e coesione sociale.

Secondo le regole del Comitato Nobel, il candidato – pur informato – non può promuovere direttamente la propria candidatura. Tuttavia, può ricevere sostegno da organizzazioni, enti, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, ma anche da singoli cittadini. Ed è proprio su questo che si sta concentrando l’appello partito da Nobel Italia: raccogliere lettere di sostegno ufficiali da parte di chi riconosce, ha incontrato o ha collaborato con l’opera sociale di Pistoletto.

Una rete di supporto che va ben oltre l’ambiente dell’arte: coinvolge scuole, enti del terzo settore, accademie, amministrazioni locali, ONG, centri di ricerca, realtà educative, comunità internazionali. Ogni lettera è una tessera di un mosaico che può mostrare a Oslo il potenziale trasformativo della creatività quando incontra il senso di responsabilità collettiva.

Per agevolare chi desidera sostenere la candidatura, Nobel Italia ha predisposto un modello di lettera in inglese, facilmente adattabile con i dati dell’organizzazione e un breve riferimento all’esperienza concreta avuta con il lavoro dell’artista.

Scarica qui il modello di letteraLINK

Una volta compilata, la lettera può essere inviata via e-mail all’indirizzo info@nobelitalia.it, con copia conoscenza a francescosaverioteruzzi@gmail.com e fortunatodamico@sopramaresotto.it.

Il Nobel per la Pace viene assegnato ogni anno a chi, secondo il Comitato norvegese, ha dato “un contributo significativo alla fratellanza tra le nazioni, alla riduzione degli armamenti o alla promozione della pace attraverso processi diplomatici”. In un mondo lacerato da conflitti armati, disuguaglianze sistemiche e crisi ambientali, la candidatura di un artista appare – a prima vista – una proposta fuori schema.

Ma è proprio questa la sua forza: immaginare un altro linguaggio per costruire la pace, non fondato sul dominio, sulla paura o sul compromesso, ma sull’empatia, sulla partecipazione e sulla bellezza condivisa.

Se dovesse essere premiato, Michelangelo Pistoletto non riceverebbe solo un riconoscimento personale. Sarebbe la prima volta nella storia che il Nobel per la Pace premia l’arte come motore di diplomazia e prevenzione, segnando una svolta simbolica e politica nel modo in cui intendiamo la convivenza tra popoli e culture.

“Altro che legge del più forte. L’arte è alla base della comprensione tra noi, non la paura.”

Il Nobel per la Pace 2025 sarà annunciato venerdì 10 ottobre, alle ore 11:00 (CEST), come da tradizione da Oslo. La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà, come ogni anno, il 10 dicembre, anniversario della morte di Alfred Nobel.

Fino ad allora, il tempo è poco, ma l’occasione è storica.

C.S., G. Ch.

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