ECONOMIA - 14 luglio 2025, 16:20

Lavoro, a Biella in 51 casi su 100 si prevedono difficoltà nel trovare i profili desiderati

Il settore a esprimere il più alto fabbisogno è quello dei servizi di alloggio e ristorazione, seguito dal commercio, dai servizi alle persone e dalle industrie tessili.

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Lavoro, a Biella in 51 casi su 100 si prevedono difficoltà nel trovare i profili desiderati (foto di repertorio)

Sono 6.110 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per il mese di luglio 2025, pari al 19% delle entrate complessive previste a livello regionale.

Tratti comuni alle quattro realtà del territorio sono l’alta percentuale, superiore al 70% delle entrate previste, di contratti a termine; la domanda di occupazione espressa da un numero relativamente basso di imprese sul totale (23% di Verbania, 17% di Biella e Vercelli e 16% di Novara); una difficoltà di reperimento che si conferma significativa in tutte le province e una richiesta di esperienza professionale specifica, o quantomeno nello stesso settore, che caratterizza in misura prevalente la domanda di lavoro (percentuale che, nel dettaglio, si attesta al 52% per Verbania, al 56% per Vercelli, al 57% per Novara e al 61% per Biella).

Ferme restando le diverse vocazioni economiche dei territori, in linea generale, sono i settori dei servizi di alloggio e ristorazione, del commercio e dei servizi alle persone a esprimere una parte consistente della domanda di lavoro nelle province dell’Alto Piemonte. Queste alcune delle indicazioni che emergono dal Bollettino mensile del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ANPAL, ed elaborate dal Servizio Studi della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

PROVINCIA DI BIELLA

Le entrate programmate a luglio 2025 sono 960 (in linea con il 2024); nel 30% saranno stabili, con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, per il 70% saranno a termine. Si concentreranno per il 62% nel settore dei servizi e per il 61% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Il 16% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota superiore alla media nazionale (14%).

In 51 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà di reperimento dei profili desiderati. L’11% delle entrate sarà destinato a personale laureato, mentre una quota del 28% delle entrate complessive riguarderà giovani con meno di 30 anni. Il settore a esprimere il più alto fabbisogno è quello dei servizi di alloggio e ristorazione (160 entrate previste), seguito dal commercio (140 unità), dai servizi alle persone e dalle industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature (120 in entrambi i settori) e infine dai servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone (70).

c. s. Camera Commercio g. c.

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