Si è tenuta questa settimana, da martedì 27 a giovedì 29, la sottoscrizione del nuovo BTP Italia e, come ormai d’abitudine per le nuove emissioni governative italiane, ha suscitato molto clamore e interesse nei confronti dei risparmiatori. Andiamo a vedere di cosa si tratta, quali sono le caratteristiche specifiche e se conviene acquistarlo.
Il BTP Italia è un titolo obbligazionario legato all’inflazione italiana, che sarà negoziabile sul mercato secondario a partire dai primi giorni di giugno.
A fronte dell’acquisto di un taglio minimo di 1.000 euro di valore nominale, lo Stato promette il rimborso del capitale a scadenza e il pagamento di cedole legate all’andamento dell’inflazione e della rivalutazione del capitale.
Ecco le caratteristiche principali:
- Durata 7 anni (scadenza giugno 2032)
- Indicizzato all’indice FOI (rappresenta l’andamento dell’inflazione per famiglie di operai e impiegati, ad esclusione dei tabacchi)
- Cedola annuale minima garantita 1,85%, cui va a sommarsi l’inflazione (in caso di inflazione negativa viene pagata la cedola minima, ma la parte negativa viene poi stornata dal valore di inflazione rilevato per la cedola successiva)
- Cedole erogate semestralmente
- Bonus: 1% del valore nominale se acquistato in sottoscrizione, solo per chi detiene il prodotto fino a scadenza
- Tassazione agevolata degli utili al 12,5%
- Escluso dal calcolo ISEE fino al massimale di 50.000 euro (sull’ammontare totale di titoli di Stato)
- Escluso dalle imposte di successione
Il funzionamento è il seguente:
Ogni 6 mesi viene pagata una cedola pari allo 0,95% (la metà di 1,85%) indicizzata all’inflazione degli ultimi 6 mesi + la rivalutazione del capitale iniziale.
Per esempio, in caso di inflazione annua costante al 2% (quindi 1% semestrale), il flusso sarebbe semestralmente dato da:
- 1.000 x 0,95% = 92,5 euro (minimo garantito di cedola)
- 92,5 x 1% = 0,925 euro (indicizzazione della cedola)
- 1.000 x 1% = 100 euro (indicizzazione del capitale)
- Totale: 193,425 euro lordi (169,25 netti)
In occasione dell’ultimo flusso avviene anche il rimborso del capitale inizialmente investito.
La domanda fondamentale è: conviene investirci?
Attualmente il rischio emittente (Italia) non è basso, ma è tuttavia stabile.
Recentemente lo spread (differenziale di rendimento tra il titolo obbligazionario decennale italiano e quello tedesco) è sceso appena al di sotto dei 100 punti.
All’apparenza si tratta di un buon segnale (più è alto lo spread con il titolo tedesco, considerato pressoché privo di rischio e più un titolo è considerato rischioso), andrebbe tuttavia capito se questa diminuzione è effettivamente dovuta a merito italiano piuttosto che a demerito tedesco…
Detto ciò, abbiamo calcolato che il pareggio con il gemello BTP con scadenza giugno 2032 a tasso fisso (codice ISIN IT0005466013) si otterrebbe per un valore costante di inflazione pari all’1,1% annuo: in questo caso, il rendimento lordo a scadenza sarebbe del 3,1% circa, considerando anche il premio fedeltà.
Il premio fedeltà certamente non arricchisce, ma rende il prodotto più appetibile da detenere man mano che ci si avvicina alla scadenza: se lo si vende, conviene farlo nei primi anni.
Come sempre, quando si parla di titoli indicizzati all’inflazione, non è possibile fare una previsione e un confronto definitivo con il titolo a tasso fisso predeterminato, poiché non si può conoscere ex ante il valore dell’inflazione futura. L’investitore potrebbe acquistare questo titolo qualora volesse proteggere una parte del proprio capitale dall’erosione dell’inflazione e fosse disposto a detenerlo fino alla scadenza.
Diversamente, potrebbe acquistarlo se si attendono valori di inflazione annua superiori al valore soglia di pareggio dell’1,1%. Altrimenti, conviene optare per il gemello a cedola fissa predeterminata.
Non ultimo, si ricorda che, essendo un prodotto a distribuzione dei proventi, va bene in particolare per chi necessita di cedole. Diversamente, si può optare per un ETF che replichi l’andamento dei titoli governativi europei legati all’inflazione e che non distribuisca proventi, per esempio IE00B0M62X26 oppure LU1650491282.
Infine, come sempre, è raccomandabile un’adeguata diversificazione per emittente, area geografica e tipologia di prodotto.
Avete domande o curiosità? Potete scriverle alla redazione del giornale oppure tra i commenti su Facebook
Andrea Fabbris – Consulente Finanziario Indipendente
Disclaimer
Le informazioni fornite in questo articolo hanno finalità informative e didattiche: non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio e non intendono promuovere prodotti o forme di investimento. L’uso dei dati e delle informazioni come supporto per operazioni di investimento personale è sotto la responsabilità dell’utente.





