Sono stati i testimoni viventi di un lungo e importante pezzo della storia di Biella. Non c'erano eventi, manifestazioni, sagre e appuntamenti che Sergio Fighera e il figlio Giuliano immortalassero con le loro macchine fotografiche. Migliaia di istantanee scattate in oltre 70 anni di carriera (spesa al servizio della loro comunità), riunita in un vasto e immenso archivio fotografico dal valore inestimabile.
In esso, infatti, sono contenuti momenti di vita vissuta della “Biella di una volta”, con i suoi usi e costumi, i grandi cambiamenti urbanistici del capoluogo di provincia e i fatti storici più importanti del nostro territorio e dell'intero paese. Basti pensare al reportage del disastro del Vajont del 1963, o l'alluvione a Valle Mosso nel 1968, i numerosi artisti e cantanti (tra cui Gianni Morandi, Mina, Lucio Dalla, Adriano Celentano), protagonisti degli anni d'oro del Ferragosto Andornese, l'arrivo di papa Giovanni Paolo II a Oropa, le tante Adunate Alpine in giro per l'Italia, le visite nel Biellese dei presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella, i 100 anni della sezione ANA di Biella e molto altro ancora.
Un incredibile patrimonio storico-culturale da custodire e tramandare alle nuove generazioni, ora che i due autori non sono più tra noi ma riuniti, insieme, nell'aldilà. Forse dando vita ad un luogo dove il loro lavoro venga mostrato e condiviso ai più negli anni avvenire, in comune accordo con i familiari. Una proposta per tributare il giusto merito al buon Sergio e al caro Giuliano.





