Il 2023 ha portato aria migliore, sulla nostra regione. Ma la metropoli rimane dietro la lavagna. Lo dicono le rilevazioni effettuate da Arpa Piemonte nelle sue 32 postazioni di valutazione. Risulta infatti che ben 30 di loro hanno rispettato il numero di giornate massimo consentito (35 giorni all'anno) con concentrazioni superiori al valore limite di polveri sottili. Un netto miglioramento rispetto ai 20 punti di misura del 2022 e ai 19 del 2021. Proprio le due stazioni che hanno fallito l'obiettivo, anche se con dati in miglioramento rispetto al passato, sono quelle "torinesi": Torino Rebaudengo e Settimo Torinese-Vivaldi.
Si tratta di una tendenza di massima, visto che i dati non ancora sottoposti a validazione finale come previsto dalle procedure del Sistema di Gestione Integrato, Ma di sicuro è un indizio confortante. "Il numero di giornate con concentrazioni medie giornaliere superiori al valore previsto che da normativa sono di un massimo 35 di giorni per anno civile, si è ridotto in tutti i punti di misura - dice il direttore generale di Arpa Piemonte, Secondo Barbero -. In particolare, per le centraline con analizzatore automatico, è stato superato nelle sole due stazioni di Torino – Rebaudengo e Settimo Torinese - Vivaldi a fronte delle 12 stazioni del 2022 e delle 13 del 2021 del set di punti di misura analizzati in questo report".
"I dati preliminari evidenziano come in tutto il territorio regionale nel 2023 non sia stato superato in nessuna stazione il valore limite della media annuale per il PM10, pari a 40 µg/m3 - conclude Barbero -. Il valore più elevato della media annuale è di 33 µg/m3 ed è stato misurato nelle stazioni di Torino – Rebaudengo e Settimo Torinese - Vivaldi, rispettivamente 37 e 35 µg/m3 nel 2022 e 33 e 31 µg/m³ nel 2021".





