ATTUALITÀ - 11 ottobre 2023, 12:20

Giro d'Italia e Oropa, fede e sport possono convivere alla Grande

Il suggerimento è quello di godere di entrambi gli eventi.

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Giro d'Italia e Oropa, fede e sport possono convivere alla Grande (foto di repertorio)

Parigi val bene una messa: una frase pronunciata da Enrico di Navarra, alla fine del '500, che abiurò il calvinismo per il cattolicesimo pur di diventare re dei francesi. Il significato è presto detto: vale la pena di compiere un sacrificio quando questo ti permette di raggiungere un alto scopo e si staglia alla perfezione per le notizie che rimbalzano in rete relative alla tappa del Giro d’Italia a Oropa con la contestuale processione votiva cittadina al Santuario mariano.

La polemica, tra potere temporale e spirituale, sull’opportunità di avere la tappa che celebra le gesta del Pirata, al secolo Marco Pantani, concomitanti con il rito dell’apertura dei Cancelli nella prima domenica di maggio, sembra destinata a decantare nel più breve tempo possibile, ma sicuramente rimbalza di bocca in bocca. Il dilemma è presto detto: può un evento di caratura mondiale turbare i sonni di una tradizione secolare? Il pellegrinaggio frutto di una vocazione salvifica, aver domato la peste che tanti lutti aveva causato in zona, e di fatto portato a rendere grazie a Colei a cui era intestato il voto, è un atto che si consolida nel tempo.

Il marketing della passione a due ruote senza motore, che rilancia turismo e sport negli angoli più belli d’Italia, ha un fascino irresistibile, potenza delle immagini e di un circo mediatico inferiore solo al Tour de France che, proprio nel luglio del 24, passerà, anche lui, sulle strade piemontesi. I due eventi, va da sé, possono assolutamente convivere, basterà mettersi d’accordo e siamo sicuri che anche i più intransigenti dei biellesi converranno dell’opportunità mediatica, e non solo, dell’evento sportivo (senza considerare il ritorno di immagine per il Santuario); ma dall’altro vale la pena di sottolineare come riuscire ad accontentare tutti sia sempre impossibile, basti anche solo vedere quello che capita a pochi km da noi con le proteste per il giorno precedente con la tappa che passa nei dintorni di Superga, in quella data dedicata al Grande Torino.

Come auspicato qualche giorno fa il sindaco Claudio Corradino alla presentazione della corsa rosa c'è tempo per trovare una soluzione condivisa. Il suggerimento è quello di godere di entrambi gli eventi e siamo sicuri che anche chi non vede di buon occhio il Giro alla fine dovrà ricredersi, il pellegrinaggio e le tradizioni biellesi diventeranno di dominio nazionale e planetario a meno che questo non disturbi gli orsi biellesi.

Giuseppe Rasolo

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