Riceviamo e pubblichiamo:
"Nel Parlamento Europeo il Partito Popolare, i Conservatori e Identità e Democrazia hanno portato avanti una dura battaglia contro le conclusioni politiche che uniscono il problema dell'inquinamento con quello del cambiamento climatico.
Eppure, qui in Italia le forze politiche che a Bruxelles portano avanti la linea del buon senso non esitano a voler primeggiare invece nell'applicazione pedissequa di obblighi e divieti che discendono da quelle conclusioni contro le quali si sono battuti in Europa.
Scelte estreme che impattano in modo violento sulla libertà, che distruggono intere filiere produttive e che ricattano i cittadini italiani arrivando a proibirgli perfino la possibilità di circolare, di lavorare: di vivere.
Che a questa deriva liberticida, stolta e del tutto inutile, cedessero le amministrazioni guidate dalla sinistra italiana potevamo aspettarcelo, basta vedere cosa è successo a Milano, Firenze e quel che sta per succedere a Roma. Che invece il centro-destra, come qui in Piemonte, volesse perfino superarle in peggio, facendo diventare il nostro territorio la regione faro di questi provvedimenti prepotenti ed illiberali invece lo consideriamo del tutto incomprensibile.
Chiediamo quindi al Governo, al Ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin ed al Presidente della Regione Piemonte Cirio di intervenire tempestivamente e ritirare il provvedimento che prevede la chiusura della Regione alle auto fino alle euro5.
ln nome di una linea controversa ed estrema che ha spaccato il Parlamento Europeo, voluta dalla sinistra, non si possono sequestrare e ricattare centinaia di migliaia di famiglie piemontesi.
Siamo fiduciosi che questo Governo e la Regione Piemonte vogliano distinguersi dalla sinistra e dai suoi provvedimenti prepotenti ed illiberali".





