Caro Direttore,
questa strana estate, con i suoi violenti ed improvvisi fenomeni atmosferici, ha creato non pochi danni nel nostro Biellese, danni ampiamente conosciuti grazie al giornale e ad altri fonti di comunicazione.
Tuttavia non si parla mai dei danni collaterali di questi eventi, caratterizzati da raffiche di vento forte, fulmini, pioggia intensa e grandine, eventi che lasciano una vastissima area di cittadini senza uno dei servizi prioritari per una società in cui la comunicazione è fondamentale in ogni aspetto della vita quotidiana: guasti telefonici e mancanza di connessione internet, che anche la attuale giurisprudenza ritiene particolarmente gravi poiché costituiscono un danno patrimoniale ed esistenziale per il titolare del contratto e della sua famiglia.
La mia odissea, durata 9 giorni, inizia dopo l’ultimo violentissimo temporale del 13 agosto. Infatti la mattina seguente ho verificato la mancanza di connessione internet. La prima chiamata al 187 è stata abbastanza tranquillizzante, perché l’operatore mi ha comunicato che la riparazione del guasto sarebbe avvenuta entro le 48 ore successive. Ma questo termine si è allungato a dismisura e ogni chiamata al 187 diventava un passaggio sull’Acheronte con operatori, simil seguaci di “Caron dimonio dagli occhi di bragia”: c’era chi dava affermazioni concilianti o chi negava il guasto o anche chi contestava le affermazioni di uno dei colleghi, c’è stato anche chi, mentre era collegato con me, contemporaneamente parlava con la famiglia perché ho sentito distintamente dire “Ma allora vai in ospedale?” Una follia paradossale!
Comunque, dopo solleciti quotidiani, svariate email e posta certificata (inviate grazie a chiavetta internet acquistata per non dover troncare completamente le mie attività sul web), nove giorni dopo la prima segnalazione, è comparsa davanti a casa senza preavviso un’auto di servizio Telecom: finalmente il tecnico, tra l’altro una persona preparatissima, efficiente, competente e seria che dopo un’ora e mezzo ha risolto il guasto.
Già, un tecnico… perché il problema è tutto lì: i tecnici Telecom sul territorio provinciale sono rarissimi ed inferiori alle dita di una mano ed ovviamente devono svolgere un lavoro tra mille difficoltà e anche tra l’ostilità della gente che si irrita con loro dopo attese di giorni, settimane e anche mesi.
Va detto a chiare lettere che questi disservizi sono tutti imputabili alle scelte della azienda che ha basato il suo business sull’opzione commerciale, dimenticandosi totalmente della manutenzione ordinaria e disinteressandosi completamente dei disservizi che crea all’utenza. Va anche detto che il tutto si è aggravato dopo il licenziamento di un cospicuo numero di tecnici.
I Business Manager sono oggi sempre più ossessionati dai risultati a breve termine in termini di vendite, ma ignorano del tutto la parte essenziale di un buon servizio ai cittadini: la manutenzione tecnica! E tutti sappiamo cosa succede quando si ignora volutamente la cura delle infrastrutture e l’organizzazione che permette di mantenere l’efficienza e la disponibilità del servizio: il ponte Morandi è il vessillo di scelte sbagliate, dell’inefficienza, della noncuranza e della impreparazione dei Business Manager!
Colgo l’occasione per invitare tutti gli utenti che si trovano o si troveranno nella mia stessa condizione a richiedere a Telecom il risarcimento dei danni , ivi compreso il danno morale (esistono già sentenze a riguardo). Non bisogna avere paura o pensare che in fondo si tratta di pochi euro… ( ci si può appoggiare ad associazioni che supportano i malcapitati); non si deve permettere a nessuno di danneggiare i diritti fondamentali dell’utente, violando gli obblighi contrattuali!
La ringrazio dell’attenzione, caro direttore.