Riceviamo e pubblichiamo:
“Sono una guida turistica della Provincia di Biella. Stamattina 16 luglio ho accompagnato un gruppo di 13 cittadini statunitensi in visita alla città di Biella e con una parte del gruppo (7 persone) ho usufruito della funicolare per salire a visitare il Piazzo; la restante parte avrebbe dovuto utilizzare l'altro ascensore. Il pur breve viaggio si è dimostrato sin da subito anomalo, siamo saliti a singhiozzo tra scossoni e fermate, già di per sè fatto pericoloso viste le poche maniglie a cui aggrapparsi.
Arrivati quasi in cima l'ascensore si è bloccato con un altro paio di strattoni a mezzo metro dall'arrivo, senza darci la possibilità di scendere o di aprire le porte. Ho immediatamente contattato assistenza, tempo di risposta di alcuni minuti, la conversazione non tanto chiara, la voce gracchiava, ma ci hanno assicurato il pronto intervento.
Eravamo in tutto 12 persone, erano le 10.30, il termometro segnava 27.5 gradi, chiusi dentro faceva caldo, finestrini e porte sono sigillati. Per fortuna ci siamo fermati nel cono d'ombra della stazione superiore. Ho allertato anche il 112, alcuni turisti erano in età avanzata. L'assistenza ha fatto credo del suo meglio, ci hanno detto di arrivare da Ponderano, alle 11.05 eravamo tutti fuori, qualche minuto prima ci hanno aperto le porte e finalmente abbiamo potuto respirare, poi siamo scesi con scaletta a pioli tra le due navicelle, intanto sono arrivati i Vigili del Fuoco.
E' finito tutto senza danni, tutti hanno preso la cosa con filosofia, sudato molto abbondantemente ma senza perdere la calma. Non è stata tuttavia un'esperienza così edificante, vi posso assicurare che tutti ne avremmo fatto a meno e, soprattutto, cosa sarebbe successo se fossimo stati mezz'ora chiusi dentro sotto il sole?
In conclusione, la città di Biella vuole lanciarsi nel turismo, noi guide turistiche lavoriamo con entusiasmo, amiamo tanto il nostro territorio e facciamo di tutto per farlo apprezzare dai visitatori ma offrendo simili esperienze non si va da nessuna parte. Quest'anno arrivano a Biella tanti, davvero tanti piccoli gruppi dagli USA, vogliono scoprire un angolo diverso dell'Italia che già conoscono. Ma se questo è quello che offriamo, chi è così illuso da credere che torneranno? E che tipo di pubblicità ci faranno?? E non raccontiamoci per favore che si è trattato di un caso sporadico....perchè purtroppo non è così”.
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