L’estate è esplosa, con lei anche i picchi di calore estremo che in questi giorni sono stati registrati in tutta Italia. Biellese compreso.
Lo scorso anno, a livello nazionale, sono stati registrati più di 18mila morti, a causa di un problema che si ripresenta ogni anno, un valore superiore alla media europea. Occorre tener conto delle buone pratiche di prevenzione, affinché le categorie più a rischio si tutelino e possano trascorrere l’estate in buona salute e senza affanno.
Rosalia Buttà, Coordinatrice Infermieristica per le cure primarie di Biella, si occupa del coordinamento di 5 équipe e di 44 persone, che ogni giorno dedicano le loro conoscenze a favore delle categorie più deboli, sia con interventi medici che educativi, a domicilio: “Le fasce più a rischio sono rappresentate da anziani e bambini: i soggetti più inclini a sviluppare problematiche legate all’aumento delle temperature. È fondamentale non uscire nelle ore più calde della giornata e bere molto… potrà sembrare un accorgimento banale ma gli anziani, in particolare, sono meno sensibili allo stimolo della sete ed è per questo che spesso non se ne accorgono. Bere a orari fissi, potrebbe essere una valida strategia, per evitare la disidratazione”.
Buttà sconsiglia il consumo di bevande alcoliche o di caffeina, incentiva l’utilizzo di vestiti leggeri e di tessuti con fibre naturai, utili alla traspirazione e rammenta le problematiche da farmaci: “È importante assicurarsi che i medicinali non siano soggetti a mutamenti, se esposti al calore. Vale lo stesso per la conservazione all’interno dell’abitazione, che potrebbe comprometterne l’efficacia o la validità”.
Anche un’alimentazione leggera può agevolarci nella calura estiva, occorre assumere alimenti leggeri e digeribili: frutta e verdura, sono invece da evitare i cibi proteici che affaticano l’organismo (tenendo sempre conto delle singolarità di ciascuno).
“Per i bambini, gli accorgimenti sono essenzialmente gli stessi – continua Buttà – è importante non farli uscire nelle ore più calde della giornata e sostenerli con un’idratazione esterna… ovviamente non lasciarli in luoghi assolati o in macchina, come sentiamo dalle cronache”.
La Coordinatrice di Biella sottolinea l’importanza di un progetto, avviato negli ultimi giorni, che si occuperà della gestione dei “Pazienti fragili al caldo”, tramite contatti telefonici, per il monitoraggio da remoto o l’assistenza a domicilio in caso di necessità: “È importante sottolineare che questi rappresentano dei consigli generici, ma si dovrebbe considerare la situazione di ciascuno, anche dal punto di vista abitativo e del contesto sociale. La personalizzazione dell’assistenza è il nostro obiettivo!”





