ATTUALITÀ - 15 marzo 2023, 17:43

De Fazio,UILPA, al carcere di Biella: “Disorganizzazione e scarsa programmazione”

Riguardo ai recenti fatti di cronaca: “Se qualcuno ha sbagliato se ne assumerà la responsabilità. Dobbiamo tenere conto che si tratta di un istituto che non ha una guida certa, stabile e programmatica”

De Fazio UILPA al carcere di Biella: “Biella si distingue per disorganizzazione e scarsa programmazione”

De Fazio UILPA al carcere di Biella: “Biella si distingue per disorganizzazione e scarsa programmazione”

Il carcere di Biella ha ricevuto, oggi, 15 marzo, la visita del Segretario Generale Nazionale UILPA Dott. Gennarino DE FAZIO.

"Nella casa circondariale di Biella, sulla carta, tra uffici e vari settori, sono 170 le persone che lavorano, per 380 detenuti. Peccato che effettivi siano 150 mentre il fabbisogno sarebbe di 380 unità. Situazione resa ancora più pesante dalla mancanza di un direttore e di un comandante titolari".

Questa è la situazione analizzata oggi dal Dott. Gennarino De Fazio unitamente al Segretario Regionale Marco Missimei, al Segretario Provinciale Francesco Garieri ed al Vice Carmine Caso.

“Non è molto dissimile da quella che ci aspettavamo – spiega De Fazio al termine della visita - anche perché la situazione ci viene segnalata tutti i giorni dai nostri dirigenti territoriali e rispecchia quella di altre realtà del Piemonte e, in generale, di altre realtà nazionali; purtroppo è un disastro ovunque. Biella, però, rispetto ad altre realtà,  si distingue, per quanto riguarda l'amministrazione penitenziaria, anche per il livello di disorganizzazione e di scarsa programmazione. È un istituto senza direttore e senza comandante titolari”.

“I fatti di cronaca che sono accaduti  – prosegue il segretario Generale - e che io mi auguro possano essere in gran parte ridimensionati rispetto a quello che si è detto, probabilmente sono dovuti anche a questo abbandono che risale a molti anni addietro. Si tratta di un istituto penitenziario, quindi di una comunità a complessa, che non ha una guida certa e stabile e programmatica e che quindi diventa un luogo di traffici, di dispaccio in cui avviene un po' di tutto e può capitare, nostro malgrado, che la situazione sfugga di mano.

Attenzione: non sto giustificando nessuno, se qualcuno ha sbagliato se ne assumerà la responsabilità laddove è dimostrato; noi ci auguriamo che tutti possano dimostrare la loro estraneità ai fatti, fermo restando però che c'è una responsabilità morale di chi sta al vertice. Le inchieste, anche di un reato infamante, come in questo caso reato di tortura, sono all'ordine del giorno. Io stento a credere che un poliziotto penitenziario con moglie e figli a carico per 1400 euro al mese si alzi una mattina per andare a torturare detenuti. Probabilmente ci sono delle situazioni che sfuggono all'organizzazione complessiva.

Il reato stesso di tortura è costruito male nell'ordinamento. Il che non cancella i fatti là dove ci siano stati, ma dobbiamo tenere conto che si tratta di un istituto dove l'organico presente effettivamente in servizio è meno della metà di quello necessario, secondo una quantificazione non fatta dal sindacato, ma dall'amministrazione penitenziaria attraverso un gruppo di esperti”.

De Fazio va però anche oltre. “Si tratta di un istituto con una sartoria di primo livello che però non viene sfruttata. Basti pensare che si producono le uniformi ordinarie quando invece servirebbero le uniformi operative. Avevano tentato di cambiare la produzione qualche giorno fa, ma qualcuno ha scoperto che per cambiare la produzione bisogna cambiare i macchinari. Forse però bisognava programmare la produzione di uniformi operative e non ordinarie prima che si accumulassero in magazzino 70mila capi mai distribuiti".

Per il segretario Nazionale il tempo corre e per Biella è necessario intervenire il prima possibile: “Ieri abbiamo incontrato il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro che ci ha detto che entro un paio di mesi ci darà delle risposte. Il problema è che, però, Biella due mesi di tempo non li ha, non può aspettare, i tempi sono stringenti. Mancano almeno 150 unità, c'è personale in missione, come lo stesso comandante. Ci sono situazioni interne delicate. Quindi se non si interviene temiamo che la situazione possa ulteriormente sfuggire di mano”.

Il Segretario regionale Marco Missimei analizza quanto sta accadendo a Biella anche rispetto ad altre realtà: “La situazione è disastrosa a Biella come nello stesso distretto nostro che comprende le carceri del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta; in quindici sedi, quindi quindici istituti, attualmente c'è un direttore reggente su quattro. Ci sono undici istituti del distretto con sede vacante. E' difficile lavorare in queste condizioni. E normale che tutto poi si ripercuota su tutto. Ci sono lacune immani che partono dai ruoli dirigenziali”.

stefania zorio

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