Andrea, 19 anni, di Viverone, ha un disturbo dello spettro autistico. Ama lo sport e da anni ormai partecipa a gare di diverso livello di diverse discipline. E a seguito di una vicenda che risale al 2019, in questi giorni ha ottenuto dal Tribunale di Biella un importante riconoscimento della sua forza nello sport e nella vita.
Fino al 2019 Andrea aveva partecipato a varie gare sportive con il certificato Intellectual Disability, che richiede di avere a fianco un accompagnatore ma partendo comunque con gli altri. A novembre di quell'anno, a Serravalle, in una gara di ciclocross, i giudici hanno invece imposto al giovane atleta di partire sempre con un accompagnatore, ma ultimo, e staccato anche di tempo rispetto agli altri. Decisione mal sopportata anche dai suoi 10 compagni di squadra, che quel giorno per protesta hanno scelto a loro volta di non partecipare alla competizione.
Andrea non si è comunque lasciato intimidire, e ha continuato a gareggiare e a fare sempre tutte le sue visite. Con il tempo, ha però anche acquistato la consapevolezza di essere in grado di partecipare autonomamente con i coetanei e senza la necessità di un accompagnatore alle gare, non essendo un pericolo né per se stesso, né per gli altri ciclisti.
Ne è conseguita una visita clinica da parte dell’Istituto di Medicina dello Sport di Torino-Federazione Medico Sportiva Italiana, che gli ha rilasciato un certificato di idoneità all’attività sportivo agonistica, documento nel quale è espressamente scritto che “egli non presenta controindicazioni in atto alla pratica agonistica del ciclismo”. A quel punto la società sportiva con alla quale era tesserato Andrea La Flower Bike, ha dunque richiesto per Andrea a FC il tesseramento come Junior Sport e non più come Intellectual Disability alla Federazione Ciclistica Italia, che se inizialmente lo ha accettato, in un secondo momento lo ha però annullato. Ed è a questo punto, che dopo vari tentativi di conciliazione con la FC non andati a buon fine, che la famiglia di Andrea si è rivolta ad un avvocato, Massimo Rolla di Perugia.
Nel frattempo Andrea non ha mai smesso si gareggiare, non più però come FC ma CSAIN. E nei giorni scorsi il Tribunale di Biella di è pronunciato «ordinando alla Federazione Ciclistica Italiana la cessazione del comportamento discriminatorio, mediante rimozione degli ostacoli che impediscono al giovane di praticare lo sport a livello agonistico». Stando al documento, la Federazione dovrebbe dunque rilasciare al giovane atleta il tesseramento come Junior Sport. Un'ordinanza questa, che rappresenta per Andrea e la sua famiglia ma non solo, un' importante vittoria, anche se prima di poter tirare un respiro di sollievo devono passare i giorni durante i quali la Federazione Ciclistica Italia non possa più presentare ricorso.
“Se tutto procede così – commenta il papà Antonino Spezzano - non solo Andrea potrebbe trarre vantaggio da questa vicenda. Io e la mia famiglia siamo felici di averlo fatto anche per altri ragazzi, perchè probabilmente ci sono altre famiglie che al primo ostacolo si fermano e non va bene. Noi siamo andati avanti perchè in questo caso c'è stata una vera discriminazione, e siamo sicuri che ci sono altri ragazzi che magari non fanno sport ma che hanno subito situazioni di questo genere”.





