ATTUALITÀ - 25 febbraio 2023, 06:50

Discriminato in gara perchè autistico, atleta biellese vince la causa contro la Federazione ciclistica italiana

La lunga battaglia della famiglia per l'integrazione di Andrea nel mondo agonistico. E' di questi giorni un ordinanza del Tribunale cittadino che potrebbe aprire la strada a nuove interpretazioni

Andrea aveva acceso al suo arrivo a Biella a maggio la fiaccola di Special Olympics

Andrea aveva acceso al suo arrivo a Biella a maggio la fiaccola di Special Olympics

Andrea, 19 anni, di Viverone, ha un disturbo dello spettro autistico. Ama lo sport e da anni ormai partecipa a gare di diverso livello di diverse discipline. E a seguito di una vicenda che risale al 2019, in questi giorni ha ottenuto dal Tribunale di Biella un importante riconoscimento della sua forza nello sport e nella vita.

Fino al 2019 Andrea aveva partecipato a varie gare sportive con il certificato Intellectual Disability, che richiede di avere a fianco un accompagnatore ma partendo comunque con gli altri. A novembre di quell'anno, a Serravalle, in una gara di ciclocross, i giudici hanno invece imposto al giovane atleta di partire sempre con un accompagnatore, ma ultimo, e staccato anche di tempo rispetto agli altri. Decisione mal sopportata anche dai suoi 10 compagni di squadra, che quel giorno per protesta hanno scelto a loro volta di non partecipare alla competizione.

Andrea non si è comunque lasciato intimidire, e ha continuato a gareggiare e a fare sempre tutte le sue visite. Con il tempo, ha però anche acquistato la consapevolezza di essere in grado di partecipare autonomamente con i coetanei e senza la necessità di un accompagnatore alle gare, non essendo un pericolo né per se stesso, né per gli altri ciclisti.

Ne è conseguita una visita clinica da parte dell’Istituto di Medicina dello Sport di Torino-Federazione Medico Sportiva Italiana, che gli ha rilasciato un certificato di idoneità all’attività sportivo agonistica, documento nel quale è espressamente scritto che “egli non presenta controindicazioni in atto alla pratica agonistica del ciclismo”. A quel punto la società sportiva con alla quale era tesserato Andrea La Flower Bike, ha dunque richiesto per Andrea a FC il tesseramento come Junior Sport e non più come Intellectual Disability alla Federazione Ciclistica Italia, che se inizialmente lo ha accettato, in un secondo momento lo ha però annullato. Ed è a questo punto, che dopo vari tentativi di conciliazione con la FC non andati a buon fine, che la famiglia di Andrea si è rivolta ad un avvocato, Massimo Rolla di Perugia.

Nel frattempo Andrea non ha mai smesso si gareggiare, non più però come FC ma CSAIN. E nei giorni scorsi il Tribunale di Biella di è pronunciato «ordinando alla Federazione Ciclistica Italiana la cessazione del comportamento discriminatorio, mediante rimozione degli ostacoli che impediscono al giovane di praticare lo sport a livello agonistico». Stando al documento, la Federazione dovrebbe dunque rilasciare al giovane atleta il tesseramento come Junior Sport. Un'ordinanza questa, che rappresenta per Andrea e la sua famiglia ma non solo, un' importante vittoria, anche se prima di poter tirare un respiro di sollievo devono passare i giorni durante i quali la Federazione Ciclistica Italia non possa più presentare ricorso.

“Se tutto procede così – commenta il papà Antonino Spezzano - non solo Andrea potrebbe trarre vantaggio da questa vicenda. Io e la mia famiglia siamo felici di averlo fatto anche per altri ragazzi, perchè probabilmente ci sono altre famiglie che al primo ostacolo si fermano e non va bene. Noi siamo andati avanti perchè in questo caso c'è stata una vera discriminazione, e siamo sicuri che ci sono altri ragazzi che magari non fanno sport ma che hanno subito situazioni di questo genere”.

stefania zorio

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