Oggigiorno è sempre più evidente come l'utilizzo di dispositivi intelligenti e smart sia assolutamente consolidato. Molte persone, infatti, ricorrono ad essi per monitorare il proprio allenamento o per essere reperibili in qualsiasi momento, nonostante non si abbia a portata di mano il proprio smartphone.
Uno dei dispositivi di questo tipo è proprio lo smartwatch: che dire della sua storia e dell'evoluzione che lo ha interessato nel corso degli anni? Quali sono le funzionalità che le moderne versioni del dispositivo implementano? Rispondiamo a ciascun quesito in questo breve articolo, fornendo una panoramica generale in merito all'argomento in questione.
Immergiamoci subito!
Cenni storici ed evoluzione dello smartwatch
Le primissime tracce dell'orologio digitale possono tranquillamente risalire alle fine degli anni '60, con l'introduzione del primo modello nel 1972. Tuttavia, il varo sul mercato del primo vero smartwatch lo si può attribuire alla Seiko TV Watch che, nel 1982, presentò un orologio dotato di schermo digitale, con delle funzioni abbastanza avanzate considerato il periodo storico.
Esso, infatti, era dotato di cronometraggio e di un schermo LCD in grado di ricevere i canali UHF e VHF e le frequenze radio FM se collegato ad un apposito ricevitore.
Il suo funzionamento si basava sull'implementazione di due batterie AA che duravano alcune ore prima di scaricarsi completamente.
Tuttavia, nonostante sembrasse una vera e propria rivoluzione, la Seiko non ebbe vita facile: nello stesso anno che vide il lancio del suo prodotto, la Pulsar pubblicò il NL C01, orologio che funse da database portatile data la sua capacità di memorizzare un ingente quantitativo di dati.
Questo modello fu quasi subito sostituito dal Data 2000, chiamato così perché riusciva a immagazzinare circa 2000 caratteri anche grazie alla possibilità di collegarvi una tastiera per inserire manualmente le informazioni.
Alcuni anni dopo, con l'introduzione dei primi PC, vennero varati sul mercato i cosiddetti "orologi da computer", collegabili all'Apple II o al Commodore 64 e dotati di microprocessori: alcuni fulgidi esempi furono l'RC-20 e l'UC-2000.
Nonostante gli anni '80 si fossero configurati come un decennio di innovazione, furono gli anni '90 ad essere i protagonisti della vera e propria esplosione degli smartwatch: ad esempio, dal 1990 al 1994 ci furono i debutti del JC-10, dotato di contapassi e monitoraggio della distanza percorsa, del BP-400, il quale riusciva a misurare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, del VivCel VCL-100 appartenente alla Casio, dotato di un'antenna radio che serviva per notificare all'individuo quando il telefono squillava, fino al Receitor Message Watch, un cerca-persone da polso dotato di display.
Un altro punto di svolta lo si ebbe con l'introduzione del Timex Datalink, primo smartwatch realmente intelligente data la sua capacità di memorizzare 150 numeri e di sincronizzare i contatti o gli appuntamenti.
Su di esso girava anche la WristApp, precursore delle piattaforme di mobile games che consentiva di intrattenersi giocando sul display dello smartwatch.
Nel 2003, Microsoft innovò ancora una volta questo settore con l'orologio SPOT che, pur non possedendo una connessione ad Internet, riusciva a ricevere news sullo sport, sull'attualità e sul meteo, nonché veri e propri messaggi di testo.
Dopo alcuni anni di predominio, lo SPOT lasciò il posto al Pebble Watch nel 2012, il quale riuscì ad aprire la strada verso gli odierni smartwatch introducendo il concetto di orologio connesso allo smartphone.
Quali sono le funzionalità dei moderni smartwatch?
I decenni di innovazione e di esplorazione nel settore dell'elettronica hanno permesso agli smartwatch di oggi di dotarsi di diverse tipologie di display, da quelli OLED/AMOLED a quelli LCD, passando per gli Always On, schermi in grado di rimanere accesi perennemente.
Tra le funzionalità associate al display vi è la modalità risparmio energetico, il touch-screen, i pulsanti fisici ai lati e le lancette digitali, solo per citarne alcune.
Nel corso del tempo, le caratteristiche dell'hardware si sono notevolmente evolute: basti pensare al processore, alla RAM e alla memoria interna che un moderno smartwatch possiede.
Ad oggi, il microfono, l'altoparlante e gli slot SIM sono alla base del funzionamento di uno smartwatch, esattamente come il contapassi, il monitoraggio della frequenza cardiaca e il GPS.
Una delle ultime funzioni introdotte è il sensore di caduta, il quale permette di rilevare quando l'indossatore cade e non riesce a rialzarsi, notificando l'avvenimento ai suoi contatti emergenziali e comunicandone la posizione.
Il comparto delle connessioni degli smartwatch di oggi è assolutamente efficace, grazie al WiFi 6, all'NFC e al Bluetooth integrati che permettono di navigare su Internet o di collegare gli auricolari wireless.
La possibilità di personalizzazione tramite le impostazioni di notifica di SMS, chiamate o messaggi social è pressoché infinita, esattamente come le app che vi si possono installare.
Il web è pieno di consigli per il miglior smartwatch: è semplicemente necessario consultare le odierne guide per acquistare il dispositivo perfetto per le proprie esigenze.
Insomma, lo smartwatch rappresenta ormai un compagno quotidiano, un vero e proprio aiutante tecnologicamente avanzato che digitalizza la vita dell'essere umano: basta aspettare e vedere a quali altre tecnologie si andrà incontro nel prossimo futuro!




