Animalerie - 16 dicembre 2022, 17:10

Punto Animal Friendly in un anno ha risposto a 170 richieste di aiuto, FOTO

Lo sportello è nato un anno fa ed è l'unica realtà di questo genere in Italia

Punto Animal Friendly in un anno ha risposto a 170 richieste di aiuto

Punto Animal Friendly in un anno ha risposto a 170 richieste di aiuto

Nato attraverso il progetto Impronte di Prossimità realizzato con il contributo di un bando regionale, con il patrocinio del Comune di Biella e in collaborazione con associazioni, enti del terzo settore e comuni della provincia, in un anno Punto Animal Friendly ha risposto a 170 richieste di aiuto economico, per un totale di 60 tra cani e gatti di proprietà, 40 rinunce di proprietà di cani e 120 di gatti, 25 pensioni per cani e gatti di persone ricoverate o inseriti in percorsi di cura dalle dipendenze, di sostegno a gravi forme di disagio psichico o sfratto abitativo. Cos'è il Punto Animal Friendly? Uno sportello per ascoltare chi ha bisogno di aiuto, con un assistente sociale che, previa presentazione dell’Isee, cerca una soluzione per sistemare, anche solo provvisoriamente, l’animale domestico.

I dati dell'attività sono stati presentati in una conferenza stampa alla presenza oltre che del presidente Alberto Scicolone, dell'assessore regionale Chiara Caucino, dell'assessore comunale Gigliola Topazzo e del sindaco, Claudio Corradino. 

"Il 60 per cento di tutte queste persone - spiega Alberto Scicolone di Legami di Cuore - che superano i 3800 individui, tenendo conto della composizione del nucleo famigliare, sono state inviate dai servizi socio assistenziali del Comune di Biella, dell'Iris e Cissabo. Abbiamo lavorato molto bene con tutti, arriviamo dove altri non arrivano. Uno dei grandi aspetti innovativi del progetto è fare emergere il sommerso, quelle povertà amplificate o create dalla pandemia in una classe sociale media non abituata e restia a rivolgersi ai servizi sociali. Grazie all'animale d'affezione e al rapporto che si è instaurato con l'assistente sociale PAF, siamo riusciti nel 30% dei casi a inviare la segnalazione ai servizi sociali per attivare interventi di carattere di sostegno economico".

stefania zorio

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