Sgombera subito il campo dai dubbi. Nico Valsesia, biathleta tutto particolare di corsa e bicicletta sulle lunghe distanze, definisce le sue prove «avventure». «Le imprese - spiega l’atleta di Borgomanero ospite del Panathlon - sono altre. Come il chirurgo che mi ha rimesso in piedi con un’operazione dopo un infortunio, o quelli che s’impegnano per aiutare le persone in difficoltà».
Quindi le sue avventure sono partecipare alla Race Across America, la più dura gara in bici al mondo con i suoi cinquemila chilometri no stop, andare da Genova in cima al Monte Bianco senza soste, correre con record l’attraversamento del Salar de Uyuni in Bolivia o l’ascesa sull’Aconcagua in Argentina, sempre partendo dall’acqua per arrivare dove la neve è perenne.
«In questi anni abbiamo anche contribuito a costruire qualcosa di duraturo - chiude Valsesia - come l’edificazione di una scuola in Sud America. Ci siamo tornati dopo dieci anni con i bambini usciti dalle aule per fare festa. Un’emozione incredibile». Un andare oltre l’agonismo ma con lo sport nella testa e in un cuore mai stanco. Del resto, il suo motto è: «la fatica non esiste».





